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10. Una questione ancora aperta, una lotta ancora da fare.

Siamo arrivati alle ultime battute di un dramma nuovo, e ancora in atto, che si aggiunge agli altri che il popolo sardo ha dovuto subire, e subisce, nel processo di colonizzazione in cui lo ha inchiodato il capitalismo internazionale.
Dopo l'incidente al nucleare USS RAY, le interrogazioni parlamentari; poi le dichiarazioni degli uomini politici (poche o nessuna degli scienziati che avrebbero qualcosa da dire); quindi le solite recriminazioni verbali cui seguono inutili convegni e dibattiti sulla "scottante" questione promossi da partiti, amministratori comunali provinciali regionali. Il tutto abbondantemente condito da rassicurazioni demagogiche.

24 settembre 1977. «Senza dubbio i tecnici sul pericolo atomico. Da tempo denunciano i gravissimi rischi delle radiazioni e di possibili incidenti. Sul problema devono prendere una responsabile decisione i politici». (L’UNIONE SARDA).

Perché questo giornale non ha mai riportato i dati della denuncia fatta "da tempo" dai tecnici?

27 settembre. «Intervento del ministro della sanità. nuovi prelievi ed analisi disposti a L.M.. Il telegramma che ha informato l'iniziativa ha sollevato altre polemiche sul pericolo atomico. Precisazioni del ministro della difesa sulle stazioni di controllo disposte intorno all'isola». (L’UNIONE SARDA).

28 settembre. «Gli scienziati al lavoro a La Maddalena». (L’UNIONE SARDA). «Inquinamento atomico nell'arcipelago di La Maddalena? Fra due settimane sapremo la verità. Lo ha dichiarato la dottoressa Campos Venuti dell'istituto superiore di sanità. Questo tempo è necessario per una accurata analisi dei campioni prelevati dai ricercatori». (La Nuova Sardegna). Le due settimane sono passate: la dott. Campos esiste?

29 settembre. «Oggi a Roma il sindaco di L.M.. Sollecite garanzie contro le radiazioni». (L’UNIONE SARDA).

1 ottobre. «I risultati dell'incontro a Roma del sindaco Canopoli. Il ministro fornirà i dati sull'inquinamento atomico». (L’UNIONE SARDA). Li fornirà… è da anni che li sta fornendo.

Stessa data.. «Nessun pericolo atomico - ha detto il ministro Ruffini». (La Nuova Sardegna). Quindi è falso ciò che afferma il quotidiano precedente: il ministero non fornirà nessun dato perché "non c'è inquinamento". Il ministro però promette che "sarà ultimata tra breve la rete di rilevamento della radioattività nell'arcipelago». (La Nuova Sardegna). Avete notato: i politici parlano sempre al futuro.

5 ottobre. «Il sommergibile RAY fa traballare la giunta» a La Maddalena. «DC e PSI al termine di un incontro avvenuto nella serata di ieri si sono scoperti su posizioni diametralmente opposte in merito al problema della base USA…». (La Nuova Sardegna).

6 ottobre. «Scatterebbe in caso di incidente atomico. Per La Maddalena si vara un piano di evacuazione. E' stato predisposto dall'apposito comitato istituito presso la prefettura di Sassari e dovrà essere approvato dal ministero dell'interno». (L’UNIONE SARDA). Il giorno dopo lo stesso quotidiano rettifica: «In caso di inquinamento atomico: un piano di emergenza e non di evacuazione». Infatti: l'evacuazione è una cosa seria.

8 ottobre. Altra notizia mistificatoria. «La commissione difesa ridiscuterà il problema della presenza USA nell'isola, entro il 18 ottobre…» . (La Nuova Sardegna).

Continua il bisticcio DC-PSI. 9 ottobre. «Presenza della base USA: i democristiani dicono NI. Condizionano la loro posizione ad un'indagine del parlamento sul problema della sicurezza. Il PSI insiste per l'allontanamento subito». (La Nuova Sardegna).

13 ottobre. Il governo non mantiene neppure gli impegni presi per il mantenimento dell'arsenale a L.M.. «Sarà ridotto di 150 unità l'organico dell'arsenale… Duro documento della DC». (La Nuova Sardegna).

16 ottobre. Notizie tranquillanti da Venezia: «Per difendere il mare Mediterraneo "verrà stipulato" un trattato internazionale contro l'inquinamento» . (L’UNIONE SARDA). La contaminazione radioattiva dovrà fare i conti con le severe norme che verranno emanate.

18 ottobre. «La commissione difesa in visita». Fatto eccezionale, la commissione «salirà anche sulla Gilmore». (La Nuova Sardegna).

19 ottobre. «Concluso in un clima di polemica il sopralluogo alla base americana . La Maddalena: crisi in giunta dopo la visita della commissione». (L’UNIONE SARDA).

Sensazionale sulla stampa. La visita della commissione difesa non c'è stata. «…è stata mandata via dalla Marina? Si sarebbe voluto impedire l'incontro con il consiglio comunale… La Marina militare avrebbe costretto i deputati a ripartire nel primo pomeriggio, adducendo una presunta mancanza di carburante degli elicotteri che avevano trasportato la commissione dall'aeroporto di Olbia nell'arcipelago maddalenino…». (Tutto Quotidiano 22 ottobre).

A conclusione della visita a L.M. della commissione difesa della camera, l'on. Concetto Lo Bello ha fatto all'ANSA la seguente dichiarazione: «Mi sembra che da questa visita a La Maddalena sia emersa, con molta chiarezza, seppure ve ne fosse bisogno, l'assoluta inesistenza di quei pericoli che da qualche parte, e non sappiamo con quanto buon senso, era stata adombrata in merito alla permanenza di sommergibili a propulsione nucleare nelle acque della base; sommergibili, per altro che navigano in tutto il bacino del Mediterraneo e che appartengono a diverse marine militari».

22 ottobre. «Il caso di L.M. sarà oggetto di una specifica relazione alla prima giornata del convegno che la società di fisica sanitaria ha organizzato per il 26/27/28 ottobre a Bologna. Scienziati e tecnici del comitato nazionale per l'energia nucleare, dell'istituto superiore di sanità riferiranno sulle esperienze fatte nell'arcipelago durante il lavoro di controllo e di analisi dei dati sull'inquinamento ambientale». (Tutto Quotidiano).

Al convegno di Bologna, scienziati e tecnici finalmente parlano:

«Nessun controllo sulla radioattività. E' tutt'ora allo stato di progetto, dal 1975, la rete di monitoraggio per controlli ambientali costanti e su vasta scala dell'isola della Maddalena» . (Tutto Quotidiano).
«Se fossi un maddalenino, non me ne starei certo tranquillo: mi batterei con tutti i mezzi perché la Gilmore se ne andasse» dice Roberto Bianche, uno degli scienziati intervenuti, che ha sostenuto l'allontanamento della base nucleare come l'unica soluzione. «Il rischio che corrono gli abitanti di L.M. - spiega il tecnico - non può essere quantificato proprio per le limitazioni dell'indagine ambientale condotta sull'arcipelago e non credo si possa stare tranquilli non conoscendo esattamente il grado di pericolosità dell'insediamento…». (L’UNIONE SARDA).

Al convegno di Bologna segue un contro-convegno organizzato a La Maddalena. Durante i lavori «la popolazione verrà informata dettagliatamente sui risultati degli studi finora eseguiti». (Tutto Quotidiano 29 ottobre).

10 novembre. «Amare conclusioni del convegno», in cui si è scoperto che «Nessun piano di emergenza elimina il pericolo atomico». Il merito della scoperta va a Giovanni Berlinguer, "testa d'uovo" del PCI, delegato a tutti i convegni.

Dal canto suo, il ministro Ruffini dichiara:

«I sistemi di sicurezza esistenti sui sommergibili a propulsione nucleare che attaccano alla nave appoggio escludono che si possano verificare casi accidentali di fuoriuscita di sostanze radioattive; il controllo della radioattività in aria viene attualmente effettuato da due reti: una della Marina militare italiana e una della Marina USA. Una terza rete è in fase di approntamento a cura della Regione sarda. Gli strumenti fissi di rilevazione continua ubicati a Santo Stefano e al Comando marina sono stati muniti di dispositivi ottici e acustici che entrano automaticamente in funzione appena la radioattività supera il livello di minimo di guardia».
Parlando degli esami, il ministro afferma che «i test di radioattività non hanno mai superato i livelli ambientali normali della zona, che risultano, comunque, al di sotto del livello di guardia». (Dalla relazione del ministro alla commissione difesa della camera, 2 novembre).

Il ministro alterna reticenze a bugie. Non dice in cifre quali sono "i livelli normali" e i "livelli che, comunque, non hanno superato quelli di guardia" e neppure quali siano i "livelli di guardia". E le affermazioni sulle misure di sicurezza sono false, come prova il documento che segue.

«1) Caratteristiche e attendibilità delle reti di rilevamento presenti ed in programma:
a) rete di secondo il livello. E' la più vecchia. Nacque su proposta del Cnen il 13 ottobre 1972. Si tratta di una rete anomala perché non fornisce dati relativi specificatamente alla presenza sottomarina nelle acque dell'arcipelago, ma solo alle ricadute radioattive conseguenti ad esplosioni nucleari nell'atmosfera;
b) rete di livello O. Fu installata nel febbraio 1975 e deve il suo nome al fatto che si programmava come soluzione provvisoria, in attesa di strumenti tecnici più rigorosi. Rilievo mensile di campioni della catena alimentare, per individuare eventuali fenomeni di diffusione di radio-nucliti. Gli stessi documenti ufficiali del ministero della sanità ne denunciano le gravi insufficienze;
c) rete di primo livello. La provincia ha avuto il mandato in soldi per l'allestimento e la gestione di un laboratorio di analisi per il controllo della radioattività. Sono trascorsi invano 120 giorni (Ancora non esiste - nda).

2) PIANO DI EMERGENZA: NON ESISTE. (Tutto Quotidiano 27.9.77) ».

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