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3. Benvenuto mister John!

Si è chiusa la prima fase di copertura della criminale operazione frastornando l'opinione pubblica. Ora, per far sembrare più pulita la sporca faccenda, bisogna ottenere il consenso ufficiale delle amministrazioni interessate. Non a caso, sono amministrazioni democristiane; i governanti non dovranno fare molta fatica a convincerle "democraticamente" ad accettare - a nome delle popolazioni opportunamente manipolate - la base yankee.
Inizia quindi la seconda fase di mistificazione e condizionamento delle masse, a base di comunicati tra amministratori comunali e provinciali e autorità governative (preoccupazioni e richieste da una parte; rassicurazioni e promesse dall'altra), che culminerà nella piena soddisfatta unanime accettazione di un fatto già deciso e già compiuto in dispregio del diritto del popolo sardo a decidere liberamente dell'uso della propria terra e della propria vita.
1972. 19 e 20 ottobre. Si riunisce il consiglio comunale di La Maddalena. Il dibattito viene subito portato sul piano dei "vantaggi" e degli "svantaggi" economici.

«Il sindaco Deligia (dc) ha fatto la cronistoria degli avvenimenti… Dal '64 si parlava a La Maddalena di base NATO, ma mai nessuno ha presentato fino ai giorni recenti interpellanze o interrogazioni a livello locale, provinciale, regionale o nazionale…»

E' chiaro che il dc Deligia sta polemizzando con i comunisti, i quali hanno aspettato otto anni per fare opposizione, precisamente quando al potere c'è un governo di centro-destra (Andreotti-Malagodi).

Prosegue la cronaca del dibattito: «sono emersi subito gli orientamenti dei vari gruppi. Tutti hanno espresso timore per la possibilità di inquinamento, per il rincaro dei prezzi e degli affitti. La maggioranza dc è apparsa concorde nell'auspicare che La Maddalena tragga i massimi vantaggi dall'insediamento americano… La discussione è stata ampia e profonda, anche troppo… Poi finalmente qualcuno ha provveduto a portare in termini più concreti e il consigliere Pedroni (dc) ha elencato i vantaggi e gli svantaggi che gli americani porteranno alla comunità maddalenina… Le opposizioni hanno iniziato con un tono assai polemico, ma poi si è raggiunta l'umanità su un ordine del giorno che era stato in precedenza elaborato dalla maggioranza… Un giornalista americano giunto per l'occasione con due tecnici di una rete televisiva ha assistito - blok notes e penna biro - alla seduta…» (La Nuova S.).

«Al termine di un lungo dibattito, il consiglio comunale di La Maddalena ha approvato all'unanimità un Ordine del giorno nel quale vengono chieste al governo precise garanzie… Il sindaco Deligia ha elencato i problemi cittadini più volte prospettati alle competenti autorità e che sono stati ora sollecitati negli incontri predetti (con le autorità governative -nda). Ha dato lettura della dichiarazione fatta dal ministro degli esteri on. Medici alle camere. E' un momento delicato della vita maddalenina - ha proseguito il sindaco - un momento difficile, ma sotto certi aspetti anche favorevole perché ci offre l'occasione di farci sentire… In particolare il consigliere Pedroni ha annunciato i lati positivi e negatici che possono essere sintetizzati: - lati negativi: lievitazione dei prezzi di mercato, possibile turbamento dell'equilibrio morale (probabilmente il Pedroni di preoccupa della salvaguardia dell'imene delle fanciulle in pericolo; con lo sbarco di affamati yankee - nda), sul piano ecologico sicurezza della salute pubblica e della conservazione dell'ambiente. - Lati positivi: presenza di circa 1.000 uomini che comporta la costruzione in loco di 42 appartamenti per ufficiali, 298 alloggi per sottoufficiali e marinai. Inoltre verrebbero affittati in forma privata con contratti di locazione scuole per circa 200 studenti; spacci per generi vari; ufficio bancario; commissariato (di PS? - nda); ufficio postale; circolo marinai; cinema con 200 posti a sedere; uffici vari. (Tra l'altro, un ospedale, di cui i maddalenini non sentivano il bisogno prima dell'arrivo dei padroni yankee - nda). Che cosa significa un'operazione del genere? Costruzione di 350 appartamenti ad una media di circa 10 milioni ad appartamento, si raggiunge la somma di 3 miliardi e mezzo. Per la costruzione degli stabili, per i servizi logistici e speciali circa 4 miliardi…» (L'Unione S.).

In prativa tutti "vivamente preoccupati", ma tutti "d'accordo", dai fascisti, ai democristiani, ai comunisti. Come prova il seguente ordine del giorno approvato all'unanimità:

«Il consiglio comunale di La Maddalena, dopo ampio e approfondito dibattito esprime viva preoccupazione per i possibili riflessi negativi che la presenza di detta nave in La Maddalena potrebbe determinare sulle iniziative di sviluppo in atto o programmate, particolarmente nel settore turistico e soprattutto per le inquietanti notizie riportate dalla stampa, che hanno suscitato presso la popolazione maddalenina e nella opinione pubblica uno stato di profonda incertezza;
impegna il sindaco e la giunta comunale a far presente, ulteriormente, al governo nazionale, alla giunta regionale e alla giunta provinciale i problemi di La Maddalena ancora insoluti che la nuova situazione ha accresciuto ed aggravato, e ad intraprendere nei modi e nelle forme che riterrà opportune qualunque altra iniziativa atta a tutelare gli interessi dell'isola e preliminarmente a chiedere precise, inequivocabili garanzie sui paventati inquinamenti dell'acqua e dell'aria riconducibili sia alla presenza che alle operazioni delle unità navali di stanza nella base;
chiede e impegna le autorità predette - nazionali, regionali, provinciali - ad esaminare e risolvere i problemi di La Maddalena coordinando tutte le iniziative al fine di realizzare un piano speciale che sarà predisposto dalla giunta secondo le indicazioni emerse nel dibattito consiliare e tenendo conto delle pacifiche aspirazioni della popolazione maddalenina ne assicuri lo sviluppo economico e sociale;
chiede infine che il governo perseveri ed accresca la propria azione intesa a favorire la distensione internazionale, affinché tutte le nazioni mediterranee d'Europa e del mondo intero possano dedicare tutte le proprie energie ad opere di pace, fondamento di ogni progresso».

»
«L'ultimo capoverso, che ho sottolineato, diciamolo francamente, fa sganasciare dalle risate: un governo clerico-liberal-fascista, con Andreotti e Malagodi, che "perseveri ed accresca" la sua benemerita azione di pacificazione internazionale!
Dal canto suo "L'Unità", ferma nei suoi propositi anti-NATO finché Berlinguer non stipulerà con Andreotti il "nuovo corso governativo", stravolge e scrive imperterrita:

«La Maddalena rifiuta le basi americane sul suo territorio. Approvato un ordine del giorno unitario al consiglio comunale. L'installazione militare contrasta con lo sviluppo pacifico della zona. Il grave pericolo ecologico che potrebbe derivare dagli insediamenti USA».

Il PCI vuole trovare a tutti i costi un accordo con i clericali per la gestione "unitaria" del potere, tentando inutilmente di salvare la faccia ideologica con la propria base. Il popolo sardo non vuole la militarizzazione della propria terra: questo è certo. Il PCI per accattivarsi il popolo finge di opporsi alle basi; mentre a diversi livelli, amministrativi e politici, i suoi dirigenti sottoscrivono, facendo proprie, le posizioni servili dei compradores dc. Ne derivano falsi spudorati, come questo nel sopraccitato servizio dell'Unità relativo all'ordine del giorno del consiglio comunale maddalenino che abbiamo letto e sottolineato. Per "L'Unità", invece:

«Il documento - votato da PCI, DC, PSI, PSDI, PRI - si aggiunge ad altre prese di posizione espresse in tutta la Sardegna che dimostrano l'inequivocabile rifiuto delle popolazioni alla crescente militarizzazione dell'isola».

28 ottobre. Il sindaco Deligia e alcuni assessori chiedono udienza al ministro della difesa, nonché vice presidente del consiglio Tanassi, per esporgli - dice la stampa - i problemi inerenti allo sviluppo economico dell'isola di La Maddalena in relazione alle esigenze della difesa". Il sindaco e gli assessori, ancora piccoli per cavarsela da soli, sono accompagnati dal sottosegretario Cottoni e dal senatore Pala, i quali, approfittando della circostanza "hanno esposto anche questioni riguardanti la Sardegna". (Perché quelle sulla base nucleare chissà chi riguardavano…).
Al rientro in Sardegna, i servitorelli indigeni vengono accolti trionfalmente dai quotidiani padronali.

«Sull'insediamento americano affrontati con Tanassi i problemi di La Maddalena. Chieste al ministro garanzie per lo sviluppo dell'isola. Non saranno trasferite le scuole CEMM. Appaltati i lavori per il porticciolo turistico di Cala Gavetta… per quanto riguarda il problema delle servitù militari, il ministro ha promesso il suo fattivo interessamento per la sdemanializzazione di vaste zone dell'arcipelago, tra le quali diverse batterie site nelle località più belle». (La Nuova S.),

«Illustrato al ministro Tanassi un piano speciale per la Maddalena. L'importante elaborato elenca dettagliatamente le necessità più pressanti della cittadina… altre volte proposte e per la maggior parte non ancora prese in concreta considerazione». (L'Unione S.).

In altre parole, per fare ingoiare ai maddalenini il rospo nucleare, i governanti di vario calibro usano il ricatto: se ve ne state buoni, vi faremo avere, anzi vi promettiamo quei servizi civili, acqua, cessi e campo sportivo, che tante altre volte avete chiesto e che "concretamente" non vi abbiamo mai dato; e per far peso buono vi promettiamo di restituirvi qualche pezzo di terra occupa dai militari.

«Il ministro Tanassi - concludono a una voce i quotidiani - ha esaminato attentamente la lista dei desideri della popolazione… ed ha assicurato il suo personale interessamento. Per quanto attiene ai temuti inquinamenti, che negli ambienti ministeriali sono stati esclusi a priori, il ministero ha già incaricato il Centro applicazioni militari per l'energia nucleare della marina militare per l'eseguimento di un sopralluogo…».

Avere fiducia in Tanassi o in un qualunque altro membro di una consorteria politica corrotta e squalificata, è un sintomo di imbecillità oppure è una finzione per tentare di turlupinare il popolo. I fatti dimostreranno quanto siano falsi e bugiardi i governanti. Ciò che stupisce è che ancora la gente non abbia trovato il coraggio di buttarli a mare.
Il PCI non demorde. Deve dimostrare alla DC che ha ancora capacità di mobilitare le masse, per costringerla ad affrettare i tempi del riconoscimento della sua "natura democratica" e della sua "maturità governativa".
Il 29 ottobre, gran convegno all'Hotel ENALC di parlamentari PCI e affiliati. Gli onorevoli, appena fuori del parlamento, fanno scoperte rivoluzionarie: il 50% dell'arcipelago di La Maddalena è sottoposto a "pesanti servitù militari"; tali servitù vengono istituite "mediante accordi segreti", senza che amministrazioni comunali e regionali e addirittura il parlamento ne sappiano nulla (a che diavolo serve allora, il parlamento?); le leggi che regolano la materia sono arcaiche, "per lo più fasciste" (perché, nelle altre materie, le leggi non sono fasciste?); e altre scoperte del genere. Insomma, ci voleva una base nucleare per smuovere i deretani di queste mantenute di stato e aprire loro gli occhi su problemi che erano e sono lì, addosso al popolo, grossi come montagne. Sembrava di assistere a un gioco di prestigio: il convegno di parlamentari, cioè di legislatori, che si conclude con una mozione in cui viene "sollecitata la modifica dell'arcaica legislazione" e "un'iniziativa regionale per la presentazione di una legge più moderna". Sollecitata a chi, se non a se stessi, legislatori?
17 novembre. Il ministro Medici (quello "competente", degli esteri, non quello della difesa, Tanassi, che "per errore di competenza" aveva promesso agli amministratori di metterci una buona parola) si risveglia mandando in Sardegna un amico, l'ambasciatore nobiluomo Giangiacomo Di Thiene. Al sindaco di La Maddalena, il nobiluomo assicura che "a suo tempo" verrà costruito un cantiere navale (militare, si capisce) a Nido d'Aquila, e a tempo perso un porticciolo per turisti in gita dalla Costa Smeralda. La stampa fa sapere anche che il Di Thiene ha eseguito "sopralluoghi in alcune località dell'isola": un week-end con porcetto arrosto.
20 novembre. Nuova mossa tattica del PCI. Dopo la mobilitazione congressuale dei parlamentari, viene la mobilitazione degli attivisti di sezione. Da tutta la Sardegna - come è tradizione fare ogni volta che viene un Pecchioli a far comizio - i burocrati del partito rastrellano gente, intruppando in camion pullman auto con benzina a spese del partito. Raccolti qualche migliaio di gregari, li sbarcano a La Maddalena "per contestare la base USA". Tra parentesi: questa è l'ultima delle manifestazioni organizzate dal PCI contro il governo DC. Stessa manifestazione si sono ben guardati di fare nel 1977, in occasione dell'incidente al sommergibile nucleare USS RAY e del pandemonio che ne è seguito.
La manifestazione può farsi rientrare appieno nelle esibizioni folcloristiche della politica italiana: è contemplata nel gioco delle parti, autorizzato dal sistema.

«…Massiccio anche l'intervento delle forze dell'ordine… circa trecento uomini tra carabinieri e agenti di ps hanno tenuto sotto controllo la manifestazione, che per altro si è svolta nell'ordine più assoluto… E la popolazione maddalenina… come si è comportata?… Come suo costume è stata a guardare… I maddalenini manifestanti in corteo erano grosso modo solo gli attivisti dei partiti di sinistra. Gli altri, dalle finestre… hanno fatto da spettatori, hanno assistito con distacco…» (La Nuova S.).

Interpretando tali sentimenti "di distacco" della popolazione dalle manovre comuniste come una adesione della stessa popolazione agli interessi militari dell'imperialismo USA, il consiglio comunale, presieduto da Deligia si riunisce per mettere la parola fine sullo scottante problema:

«Ribaltate le posizioni dei politici a La Maddalena. Il consiglio è favorevole alla base navale americana. Approvato a maggioranza un ordine del giorno nel quale si afferma che la presenza delle forze statunitensi nell'isola contribuirà decisamente alla soluzione di molti problemi… Nella seduta del 19 ottobre scorso era stato votato all'unanimità un ordine del giorno in cui si esprimeva viva preoccupazione per il pericolo dell'inquinamento atmosferico (sic!) dovuto alla presenza di sommergibili americani a propulsione nucleare. Essendo però giunto al consiglio un rapporto del Centro di applicazioni militari per l'energia nucleare (CAMEN) che esclude tale possibilità, nell'odierna seduta, con il voto favorevole dei sedici consiglieri democristiani, di quattro socialdemocratici presenti e del repubblicano… è stato approvato un ordine nel quale dichiara decadute quelle preoccupazioni in seguito delle assicurazioni ricevute dal governo» (L'Unione Sarda 23.11.72).

Nello stesso o.d.g. il consiglio ringrazia il governo, fa atto di fede nel dollaro e condanna la manifestazione comunista anti-americana.

Il 19 dicembre, in clima natalizio, la stampa può finalmente dare la grande notizia:
«Nell'isola si spengono le polemiche sullo scottante problema. A La Maddalena non si vive più nell'incubo delle navi atomiche. I sommergibili nucleari sono dotati di modernissimi sistemi di sicurezza contro le radiazioni. Come saranno risolti i problemi creati dall'arrivo di 1.500 americani» (L'Unione Sarda).

Ecco: ora "lo scottante problema" è quello di stringersi per fare posto ai nuovi contingenti militari che sbarcheranno nella colonia Sardegna.

10 dicembre. Ultimo canto del cigno - PCI. L'unità denuncia:
«Ancora un falso sulla Maddalena. In una conferenza stampa tenuta sull'isola il governo ha fatto distribuire una velina con un parere favorevole del CNEN: ma i ricercatori che avrebbero dovuto eventualmente concederlo negano di averlo stilato. E d'altra parte, si sostiene che non vi sono elementi sufficienti sulle caratteristiche dei sommergibili nucleari per poter fornire una relazione basata su dati scientifici. Tocca adesso al CNEN uscire dal silenzio: è stato realmente concesso un parere favorevole? oppure qualcuno si è servito abusivamente della etichetta del CNEN?»

Le domande sono retoriche la scienza non è al di sopra delle parti: in questa società, tutto ciò che sviluppa e potenzia il capitale è asservito al potere. Documenti compiacenti o documenti di dissenso se ne trovano quanti se ne vogliono da parte di "scienziati" e di "tecnici" legati al potere - dipende da chi gli ha dato il posto, da chi paga. I dati "veri" sul tasso di inquinamento radioattivo "normalmente" prodotto dai sommergibili USA esistono certamente, ma il popolo non li conoscerà mai - come non li conosceva il popolo di Nagasaki e Hiroshima.
Il sistema è maestro nell'arte di tessere inganni. A fine anno, per distogliere l'attenzione della gente dal mortale pericolo stimolando spirito patriottico, inventa spie russe penetrate con il favore delle tenebre nella base dei Grandi Alleati.
La montatura trova pretesto in un marinaio yankee ubriaco finito in mare. I marines di guardia tra il sapere e il non sapere, azionano l'allarme mettendo in agitazione la zona. per alcuni giorni i quotidiani raccontano fantasiose storie di uomini-rana, di spie, di sommergibili mandati dal Cremlino per carpire notizie sulla base di Santo Stefano. Poi, quando ormai la gente l'ha bevuta e si è incazzata contro questi russi che se non la rubano agli americano non ti sanno inventare neppure la formula per fabbricare il parapioggia, la stessa stampa pubblica in penultima pagina "la secca smentita dei comandi militari".
Il penultimo giorno dell'anno (72), in una corrispondenza da Roma di Nikolaj Prozhghin, la "Pravda" se la prende a male:

«…determinati organi di stampa italiani non hanno trovato di meglio che annunciare la scoperta di un sommergibile sovietico, questa volta non in un fiordo norvegese, ma nelle vicinanze della Sardegna, al largo della Maddalena, dove il Pentagono sta costruendo una nuova base navale. (All'anima, se sono informati… chissà chi glielo avrà detto! - nda).
Sebbene alla prima notizia del genere sia seguita una categoria smentita da parte del ministero della difesa italiana, che ha definito "fantasiose e prive di ogni fondamento" le invenzioni del Corriere della Sera, ciò non ha minimamente scoraggiato i padroni del quotidiano milanese. Il giorno successivo infatti lo stesso giornale dedicava a questa provocazione antisovietica più di mezza pagina.
…Altri giornali non hanno voluto essere da meno del Corriere della Sera e così i sommergibili sovietici da uno sono divenuti tre e per giunta tutti ormai catturati.
Per alcuni giorni e fino a quando non stati chiariti i retroscena di tutta la faccenda, si è fatto di tutto per prolungare la vita di questa menzogna antisovietica: in realtà ciò che veniva affannosamente ricercato nelle acque attorno alla Maddalena non era un sommergibile sovietico ma semplicemente un marinaio italiano caduto in mare dalla sua nave dopo un'abbondante libagione».

I servizi informativi del KGB spaccano il capello in quattro: il marinaio ubriaco caduto in acqua non era americano ma italiano - almeno così appariva da un rapido controllo sovietico ai documenti del malcapitato, prima che venisse tratto in salvo dalle acque.

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