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Capitolo VII - L'indipendentismo

Negli anni del secondo dopoguerra, compresi quelli che stiamo vivendo, la Sardegna attraversa uno dei periodi più tristi e difficili della sua storia: dissanguata da una emigrazione che l'ha privata di oltre un terzo della sua popolazione; soffocata da basi e servitù militari e ridotta a campo di Marte per eserciti di mezzo mondo; isterilita e degradata da mastodontiche raffinerie di petrolio; desertificata da criminosi incendi che finiscono di estinguere quanto del suo patrimonio naturale era scampato alla rapina dei colonizzatori; smantellate e costrette al fallimento le sue tradizionali strutture produttive - con la sua gente in preda a una tragica situazione di abbandono, di disoccupazione e di miseria, in un marasma amministrativo e politico, sotto il tallone di ferro di un potere prevaricatore e repressivo.
E' in questa insostenibile situazione che esplode nel popolo il fenomeno politico-culturale della profonda, quasi affannosa e rabbiosa ricerca di una identità nazionale che va bene aldilà della rivalutazione della propria lingua, e vede sorgere all'interno di un vasto e composito schieramento anticolonialista i lineamenti di un movimento per l'indipendenza.

Appunti per una storia dell'Indipendentismo

- Antonio Simon Mossa, scomparso a 55 anni nel 1971, del PSDAZ (Partito Sardo D'Azione). Teorico dell'indipendentismo sardo e della costituzione di uno stato isolano indipendente. Nel 1964 fonda a Sassari il MIRSA (Moimentu Indipendentista Rivoluzionariu Sardu) e due anni dopo, nel 1966, organizza il Gremiu Federalista de sa Comunidade Sarda con la denominazione di SARDIGNA LIBERA, Associazione Federalista della Comunità Sarda, movimento che nasce con lo scopo di avviare il recupero e la valorizzazione della identità nazionale sarda. Il movimento pubblica saltuariamente il giornale Sardegna libera.
- Michele Columbu, sindaco sardista di Ollollai (Nuoro) organizza nell'aprile del 1965 la marcia su Cagliari dei pastori, per protestare contro la burocrazia della Regione. In un suo documento, Columbu dichiara: "Per ora mi limito a protestare contro la Sardegna autonoma, contro gli assessorati, contro l'immenso monte di carta che si chiama Piano di Rinascita…". Il nome di Columbu, e di altri intellettuali, verrà legato qualche anno dopo a un fantomatico Movimento Separatista che sarebbe stato finanziato da Feltrinelli.
- Nel 1967 nasce a Nuoro l'ARPAS, associazione sardista di pastori, che pubblica qualche numero di un giornale titolato Pastores.
- Nel 1967 un gruppo di cattolici che si dichiara indipendentista fonda la Unione Demogratica pro s'Indipendentzia de sa Sardigna, UDIS; e nello stesso anno un gruppo di giovani socialisti dà vita alla Liga de Unidade Nazionale pro s'Indipendenzia de sa Sardigna e su Socialismu, LUNISS.
- Nel 1968 si trasferisce in Sardegna il gruppo anarchico milanese DIONISO che svolge attività teatrale. Il gruppo DIONISO si stabilisce a Mamoiada (ma lavora anche a Orgosolo) promuovendo con propri interventi culturali una partecipazione più attiva della comunità nei problemi della colonizzazione. Secondo voci correnti, il gruppo sarebbe stato sostenuto da Feltrinelli.
- Nel febbraio del 1968 si svolge a Cagliari il XVI Congresso del PSDAZ. Il gruppo capeggiato da Simon Mossa conquista la maggioranza dei consensi. Nel documento congressuale il PSDAZ dichiara di porsi come obiettivo "L'autonomia statuale nell'ambito dello stato italiano, concepita come repubblica federale". La corrente che ottiene la vittoria al congresso si colloca al di fuori del marxismo, su posizioni cooperativistiche-prudhoniane.
- Il 24 febbraio 1968 si costituisce pubblicamente a Nuoro su Fronte Rivoluzionariu Sardu, il FRS, che avrà vita breve in quanto confluirà in un altro organismo separatista.
- Nel luglio del 1968, riunitisi in una località imprecisata delle Barbagie, il MIRSA, l'UDIS, la LUNISS e il FRS si fondono dando vita al FNLS, il Fronte Nazionale de Liberazione de sa Sardigna, che si ispira all'ETA basca.
- In questo stesso periodo si è costituito e si diffonde il MNS, su Movimentu Nazionalista Sardu - che viene accusato da quelli del FNLS di essere finanziato dai colonnelli greci e dai fascisti portoghesi e spagnoli. Molto più probabilmente è una creatura del SIFAR da utilizzare in chiave provocatoria. E' infatti verosimile che siano stati esponenti di questo Movimentu Nazionalista Sardu filo-fascista a contattare nel '67/'68 Graziano Mesina proponendogli di guidare la guerriglia contro lo stato italiano. I servizi segreti attribuiranno poi a un fantomatico movimento separatista ferltrinelliano tali contatti e tali intenzioni. Come è noto, in diverse sedi processuali, Mesina dichiarò di non aver mai avuto contatti con l'editore milanese né con i suoi emissari.
- Indipendentemente dall'ipotesi di un fronte di lotta di liberazione nazionale, nascono numerosi Centri di cultura. Già negli Anni Cinquanta lavorano i Centri UNLA per la lotta contro l'analfabetismo e all'inizio degli Anni Sessanta i Centri di cultura AILC (Associazione Italiana per la Libertà della Cultura) e MCC (Movimento di Collaborazione Civica) che, specie questi ultimi, diretti in Sardegna da Ugo Dessy, lavorano nell'ambito della cultura popolare stimolando l'attivismo politico. Alla fine degli Anni Sessanta nascono a Cagliari il Circolo Città-Campagna, il Circolo giovanile di Orgosolo, e altri.
- Il Circolo giovanile di Orgosolo, diretto da Del Casino, è l'animatore della resistenza popolare contro la militarizzazione dei pascoli: è del giugno 1969 la sollevazione di Orgosolo contro l'occupazione militare di Pratobello.
- Città-Campagna raccoglie i fermenti della sinistra extraparlamentare sarda che mal si collocavano per la loro specificità culturale all'interno dei gruppi politici extraparlamentari del Continente. Animato dalla intellighentia teorica dell'anticolonialismo, vi trovano spazio soprattutto studenti universitari. Città-Campagna ha promosso e organizzato numerose inchieste, seminari e gruppi di studio sulle tematiche meridionalistiche e più specificamente sarde. A Città-Campagna, nel suo periodo più vitale, hanno aderito anche noti rappresentanti della cultura di diversa estrazione ideologica, dai cattolici ai liberali, dai marxisti ai libertari.
- Nel 1969, in località imprecisate, per iniziativa di Città-Campagna, del MIRSA, dell'ARPAS e di altri organismi anticolonialisti, rappresentanti del Fronte Nazionale per l'Indipendenza si incontrano per concordare azioni di lavoro e di lotta comune.
- La rivista separatista Sardegna Libera, di Simon Mossa, organizza mostre di pittura "politica", conferenze, dibattiti e corsi di lingua sarda - già nel 1968 ha costituito un Comitadu pro sa Defensa de sa Limba Sarda, che tra le altre cose ha prodotto un testo di grammatica sarda Elementos de gramatica sarda logudoresa, curata da Pietro Santoru.
- Il 19 febbraio 1971, il consiglio della Facoltà di Lettere dell'Università di Cagliari, composta da docenti di diversa fede politica e non tutti sardi approva all'unanimità una risoluzione presentata dal prof. Antonio Sanna, titolare di Linguistica sarda. Ecco un brano significativo di detta risoluzione: "Il Consiglio ha rilevato che, poiché esiste un popolo sardo con una propria lingua dai caratteri diversi e distinti dall'italiano, la lingua ufficiale dello stato risulta in realtà la lingua straniera per di più insegnata con metodi didatticamente errati che non tengono in alcun conto la lingua materna dei sardi; e ciò con grave pregiudizio per una efficace trasmissione della cultura sarda, considerata come subcultura".
Da qui una richiesta ai politici dlla Regione di deliberare il riconoscimento della Sardegna quale minoranza etnico-linguistica; ma nessuna risposta venne dai "cadreghini" regionali.
- Il 27 settembre 1971, lo stesso prof. Antonio Sanna promuove la nascita a Nuoro dell'Associazione per la Difesa della Lingua e della Cultura sarda - ed è sempre lo stesso prof. Antonio Sanna che alcuni anni dopo, nel 1977 non consentirà allo studente Leo Talloru di sostenere in lingua sarda l'esame di linguistica! Non si capisce bene se per il vezzo di certi intellettuali di essere rivoluzionari in teoria e reazionari nella pratica; oppure perché il Sanna non conoscesse sufficientemente bene la lingua sarda da consentire a un suo allievo di sostenere un esame (di linguistica) in questa lingua.
- Nel 1971 nasce a Cagliari S'Iscola Sarda, promossa da Giampiero Marras, sardista, attualmente impegnato più che politicamente nel settore culturale e dello spettacolo nella difesa e valorizzazione della lingua sarda.
- Nei primi mesi del 1973 nasce il numero zero della rivista Su Populu Sardu. Al terzo numero, nel 1974, viene lanciata la proposta per la nascita dell'omonimo movimento (Moimentu de su Populu Sardu).
- Nel 1976 il PSDAZ si allea con il PCI per le elezioni politiche. Nella lista del PCI vengono candidati alcuni esponenti sardisti, Melis e Columbu. IL primo verrà eletto, il secondo trombato. Giampiero Marras, segretario provinciale del PSDAZ, e Bainzu Piliu, segretario della sezione, non condividendo tale alleanza escono dal PSDAZ e svolgono propaganda elettorale per l'astensione.
- Il 9 novembre 1976 esce il numero zero della rivista Sardigna, edita da Alfa Editrice di Gianfranco Pinna, diretto da Pintore, di cui escono in seguito due numeri.
- Nel dicembre del 1976 Bainzu Piliu fonda il FSIN, il Fronte sardo per l'indipendenza nazionale (Frunthene pro s'Indipendentzia Natzionale) che tempo dopo verrà ribatezzato FIS, Frunthene pro s'Indipendentzia Sarda. Bainzu Piliu traccia la linea ideologica e programmatica del Fronte in un articolo su Sa Repubblica del luglio 1977 che ha per titolo "Ite semus, ite kerimus - Chi siamo, che cosa vogliamo". In sintesi egli propone un fronte aperto che coinvolga nella lotta tutte le componenti indipendentiste della Sardegna.
- Febbraio 1977. A seguito della scissione di Pintore dall'Alfa Editrice di Gianfranco Pinna, nascono in antitesi Sa Sardigna, rivista diretta da Pintore, e Alfa Sardigna, rivista diretta da Pinna. Pintore farà sequestrare la rivista di Pinna per presunto plagio di testata.
- Giugno 1977, esce il numero zero della rivista Nazione Sarda, diretta da Antonello Satta e Eliseo Spiga, raccogliendo l'eredità di Città-Campagna, con una differenziazione non secondaria: Città-Campagna era su posizioni separatiste e per molti coincideva con il fantomatico Movimento Separatista feltrinelliano; mentre Nazione Sarda si pone su posizioni anti-indipendentiste, sviluppando la linea di lotta politica per l'identità di nazione e la istituzionalizzazione della lingua.
- Nel luglio del 1977 esce il numero zero della rivista Sa Repubblica Sarda dell'Alfa Editrice, proprietario e direttore Gianfranco Pinna.
- Nell'estate del 1978 a Ovodda, nel cuore delle Barbagie, nasce Sardegna Libertaria - Bollettino di informazione anarchica - Mensile. Dopo il quarto numero, verrà modificato e stampato a Carrara, conservando il solo titolo di Sardegna Libertaria. Verrà diffusa a livello nazionale. Su richiesta del movimento libertario Ugo Dessy ne assumerà la direzione. Su posizioni nettamente anticolonialiste ma non indipendentiste, gli anarchici e i libertari sardi si schierano tuttavia in difesa delle lotte internazionaliste degli oppressi per la loro liberazione.
- 1979. Nasce ad Alghero Sardinya y Libertat, gruppo di minoranza catalana diretto da Rafael Caria (detto El Caria), che lavora per il risveglio della lingua e della cultura catalana. Si noti che i catalani di Alghero costituiscono una minoranza etnica (come i Tabarchini-genovesi di Carloforte) all'interno di una nazione, quella sarda, a sua volta minoranza nell'ambito della nazione italiana.
- A marzo del 1979 il PSDAZ tiene il suo Congresso a Oristano. Subito dopo il Congresso primo arresto di Salvatore Meloni e di altri militanti sardisti indipendentisti. Il blitz della polizia è stato deciso in seguito alla seguente informazione confidenziale giunta all'ufficio politico della questura di Cagliari: "A Serramanna e in altre zone non ancora identificate della Sardegna esistono dei campi paramilitari, in cui si effettuano degli incontri clandestini tra centinaia di elementi appartenenti a movimenti estremistici operanti nell'area del cosiddetto 'indipendentismo sardo'. Tra il 24 e il 26 marzo si preparerà qualcosa di grosso".
Commenta Sa Repubblica Sarda dell'8 aprile '79:
"In base a questa informazione… carabinieri, polizia, guardie di finanza, digos, criminalpol scatenano immediatamente una ondata di perquisizioni domiciliari nell'intera Isola contro tutti gli esponenti o presunti tali dei movimenti nazionalitari e anticoloniasti. Al ritrovamento di armi e munizioni rinvenute in casa di Salvatore Meloni, simpatizzante dei movimenti indipendentisti che viene immediatamente tratto in arresto, raggiungono ogni angolo della Sardegna incontrollate voci allarmistiche, secondo le quali si dà come imminente l'inizio della rivoluzione promossa da un gruppo di fantomatici guerriglieri contribuiscono inoltre ad alimentare la psicosi… Pare che… la soffiata sia giunta alla questura di Cagliari direttamente dalle segreterie romane dei partiti metropolitani con lo scopo evidente di criminalizzare l'opposizione democratica delle forze anticolonialiste per fargli perdere consensi alle prossime scadenze elettorali". Gli arresti si dimostrano una mal congegnata montatura e i presunti terroristi vengono liberati in breve tempo - in attesa di una occasione più propizia.
- Un passo indietro, al 1978, anno in cui si tiene un Convegno sulla lingua a Cagliari e viene presentata al pubblico la proposta di legge di iniziativa popolare per l'introduzione del bilinguismo. L'iniziativa è promossa dai periodici Nazione Sarda, Sa Sardigna e Sardegna Europa. Non aderisce Sa Repubblica Sarda perché è contraria alla istituzionalizzazione della lingua.
- 1979. Elezioni politiche e regionali. Su Populu Sardu e Sardinya y Libertat si intruppano nel PSDAZ per una manciata di voti, che neppure arriva. Il cartello elettorale prende il nome di Libertade e Socialismu. Alle politiche riceve una solenne trombatura; alle regionali manda tre consiglieri del PSDAZ. In provincia di Sassari il PSDAZ esclude dalla lista i rappresentanti di Su Populu Sardu e di Sardinya y Libertat per avere la certezza di far eleggere il proprio candidato.
- Negli anni delle poltrone (1980-83) i sardisti giacciono. Emerge la proposta di Sanna, assessore regionale alla pubblica istruzione di codificare la lingua sarda scritta, demandando il compito a un gruppo di esperti. A me e ad altri, tale proposta appare semplicemente ridicola. Una lingua parlata diventa scritta quando la si scrive. Quando cioè nella sua crescita culturale il popolo sardo maturerà l'esigenza di esprimere per iscritto i propri contenuti di idee e di sentimenti; allora nascerà ed emergerà un modello di lingua scritta - cui, chi vorrà, potrà rifarsi, poiché il principio di libertà di espressione, riferito ai contenuti, si estende anche alla forma e ai mezzi.
- 5/6 dicembre 1981 Congresso PSDAZ a Porto Torres. Prevale a grande maggioranza la mozione indipendentista contro la posizione autonomista-opportunista della dirigenza sassarese capeggiata da Piretta e Sotgiu.
- Il 15 dicembre 1981 secondo arresto di Salvatore Meloni, membro del comitato centrale del PSDAZ e fervente indipendentista. L'accusa lo coinvolge in un pseudo attentato agli uffici della Tirrenia di Cagliari.
- 16 maggio 1982. Nasce a Nuoro, nei locali della biblioteca Satta, il movimento Sardinna e Libertade, in cui tra gli altri gruppi confluisce anche Sardinya y Libertat dei catalani algheresi. Ne sono promotori Gianfranco Pinna e Bore Ventroni, che fu tra gli animatori di Su Populu Sardu. La stampa borghese dà grande risalto all'iniziativa. Il quotidiano di Sassari La Nuova Sardegna del 15.5.82 scrive: "Si tiene domani… il convegno regionale promosso da Sardinna e Libertade. Un movimento che si classifica come una nuova forza politica che si batte e che ha come fine l'unità di tutte quelle organizzazioni che lavorano per un credo che si chiama indipendentismo. A Nuoro, per questo, si sono dati appuntamento tutti i movimenti anticolonialisti e indipendentisti, tra i quali Su Populu Sardu, Komitadu Komunista sardu, Ajò!, Sa Bardana, Sa Republica Sarda, Sardinya y Libertat, Identidade e Cultura, Sardigna Emigrada. Si è invece dissociato il partito indipendentista sardo, che fa capo a Bainzu Piliu. A presiedere l'assemblea costituente sono stati invitati Simone de Beavoir, lo scrittore Ugo Dessy e il cantautore Fabrizio De André. In particolare l'adesione di De André suscita sulla stampa numerosi commenti. Eccone uno (L'Altro Giornale, quotidiano di Cagliari, 17.5.82); "Colpo di scena al congresso costitutivo di Sardinna e Libertade, il nuovo partito che intende raggruppare il complesso dei movimenti ideali che si ispirano al progetto di indipendenza nazionale della Sardegna. A Nuoro, infatti, tra le centinaia di adesioni alla nuova forza politica, è arrivata quella di Fabrizio De André. Il cantante sequestrato e segregato nei monti della Sardegna ha inteso dare un'altra dimostrazione del suo anticonformismo. Quando venne liberato un cronista gli chiese cosa pensasse dei suoi sequestratori. Lui rispose: - I veri sequestrati sono loro che anche politicamente non sanno uscire da una posizione di latitanza -. Evidentemente è un fatto emblematico, nel momento in cui Ralph Schild si unisce al coro delle tante vittime dei rapimenti Fabrizio De André sfida i suoi rapinatori, sfida il sistema nazionale, sposa la causa dell'indipendenza sarda, crede nel valore di una Sardegna nazione libera".

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