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Su linnaju

Il legnaiolo

Su linnaju, portatore e venditore di legna, indicava una attività assai diffusa in tutti i paesi dell'isola. Dove per altro chiunque ne avesse la capacità e il mezzo (cioè essere robusto e possedere un carro) provvedeva da sé al fabbisogno della propria famiglia, senza dover ricorrere alle prestazioni de su linnaju, del legnaiolo.
Tra is linnajus, più in basso stavano is fascineris, venditori di fascine (detti anche ironicamente fascistas, durante il ventennio), per lo più anziani o ragazzini molto poveri, che andavano al monte per provvedersi. l loro attrezzi erano su marroni, una zappa stretta e robusta, e sa funi, una corda. Le ramaglie dei cespugli tagliate alla base con su marroni venivano raccolte in fascine dalla circonferenza di 30 / 40 centimetri, tenute da un doppio legaccio consistente in ramoscelli flessibili, per lo più lentischio, detti cannabittu. Raccolte tante fascine quante ciascun linnaju poteva portarne a spalle, tutte insieme venivano legate in un sol fascio dalla fune, lasciando che due capi della stessa fungessero da bretelle.
Le fascine venivano vendute in paese, normalmente alle famiglie povere che avevano figli ancora piccoli o solo figlie femmine o alle vedove - gente cioè non in grado di provvedere in proprio alla raccolta della legna.
Chi possedeva il carro (a buoi, a cavallo o ad asino), sul finire dell'estate, dedicava alcuni giorni alla raccolta e al trasporto della legna, sia in fascine (insostituibile per riscaldare il forno e per gli arrosti), sia in ceppi (principalmente per il riscaldamento).

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