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Sos qui bendiant sorbettos de Aritzo

I sorbettieri di Aritzo.

L' industria della neve fiorì ad Aritzo nel secolo scorso. La neve - come i sali e tabacchi - fino al secolo scorso era in Sardegna monopolio di Stato. Gli unici ad avere privilegio di poter utilizzare la neve dei loro monti erano i cittadini di Aritzo, uno dei paesi più alti di Sardegna, posto a 821 metri sul livello del mare.
Forti di tale privilegio e già esperti nel commercio del castagno - legname grezzo lavorato, e frutto - gli aritzesi si organizzarono per la conservazione e il commercio della neve.
Nei mesi di marzo e aprile, estratta da Funtana Cungiada e da Monte Arguentu, la neve veniva conservata in speciali grotte frigorifere, appositamente scavate, e durante tutta l'estate, di volta in volta, secondo le richieste, veniva trasportata nottetempo a dorso di cavallo nelle principali città dell'lsola. I blocchi di neve venivano utilizzati principalmente nei vari mercati per refrigerare le merci alimentari deteriorabili, quali i pesci e le carni.
Liberi da gravami monopolistici, gli aritzesi sfruttarono questa loro naturale ricchezza anche nella fabbricazione di sos sorbettos, i rinomati sorbetti diffusissimi nei Campidani agricoli dove sono chiamati carapigna, immancabili nelle feste popolari.
Le fabbriche del ghiaccio hanno fatto sparire da tempo la singolare industria della neve ad Aritzo e fatto crollare insieme un assurdo monopolio di stato. Restano ancora nei bar dei paesi di provincia i deliziosi sorbetti all'aritzese. E resta nel sardo l'intelligenza e la volontà di fare - quando chi comanda ha la compiacenza di slegargli le mani.
Aritzo, marzo 1964

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