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Tratto da Alfa Sardigna Cronache di comunità  Maggio 1977

Cabras: I feudatari imperversano ancora

In attesa che si pronunci la magistratura, la popolazione di Cabras si è già pronunciata: i due pescatori sono stati assassinati.
I pescatori Gioacchino Pinna di 33 anni e Giovanni Atzori di 32 vengono ritrovati il 17 gennaio nello stagno a circa cento metri dalla riva. La loro barca è sommersa, con la prua incagliata nel fondo melmoso. Gioacchino e Giovanni sono abili nuotatori, in quel tratto di stagno ci saranno sì e no da un metro e mezzo a due metri di acqua. Erano entrambi a pescare due giorni prima, il sabato sera, sul tardi. La loro morte viene fatta risalire dagli esperti alle prime luci di quella stessa notte di sabato, 15 gennaio.
Se si sofferma l'attenzione sul fatto che gli stagni di Cabras hanno fondali bassi, che difficilmente venti o buriane possono renderlo tempestoso (anzi, le anguille si pescano proprio nelle notti di buriana, quando le acque sommuovono il fondo melmoso) e che mai pescatori vi sono affogati, se ne deduce logicamente il dubbio che possa non trattarsi di una disgrazia, tanto più che Gioacchino conosceva da bambino lo stagno dove pescava da sempre e che ambedue erano esperti di nuoto.
Ma la popolazione di Cabras ha più precisi e fondati motivi per dubitare della tesi della disgrazia subito ventilata dalle forze dell'ordine, dagli inquirenti e dal patronato lagunare, tanto precisi e fondati da sostenere che i due giovani siano stati fatti fuori da chi poteva avere interesse a
farlo. Tradotto in parole semplici e chiare, soltanto i padroni degli stagni e i loro tirapiedi o come si chiamano lì" zaraccus e guardias". Certo, sono accuse, non dimostrate, almeno finora, nel senso che non si è ancora potuto dare un nome agli assassini. Ma è più che una convinzione una certezza che due giovani abili nuotatori non affoghino così, tutti e due in un bicchiere d'acqua.
Dice la gente: come mai, la barca che era di plastica, inaffondabile, è invece andata a finire infilata a testa in giù? Chi l'ha spinta e infilata così sul fondo? Non certo i due giovani, se fossero finiti in acqua a causa di un ribaltamento della stessa barca.
Ancora: i giorni precedenti, le forze dell'ordine, venatoria e servi dei padroni hanno intensificato le loro azioni di repressione, sequestrando natanti e attrezzi, minacciando, infierendo sui pescatori cosiddetti abusivi.
Gli animi non erano certo sereni; prima o poi gli scontri degenerano.
La gente continua: i corpi dei due "annegati" presentavano ferite e tracce di violenza. Non si sono certo accapigliati tra loro, ammazzandosi l'un l'altro.
Infine c'è la testimonianza di una famiglia che abita sulle rive dello stagno che assicura di aver sentito provenire dalle acque voci e urla come di persone che stessero litigando.
Al di là di quello che sarà il verdetto degli inquisitori, un fatto è certo: il feudo maledetto dei Carta, che tanti sacrifici è costato al paese di Cabras, ha fatto altre due vittime. E queste vittime sono, come sempre, due poveri lavoratori.

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