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Tratto da Alfa-Sardigna periodico mensile del maggio 1977

La democrazia dei carri armati

Tutto il mondo è paese - dice bene la gente. Dopo Budapest e altre viene Bologna. I carri armati: lì per salvare il socialismo; qui per salvare la democrazia.
Un socialismo fasullo - gridavano scandalizzati i corifei della civiltà democratica occidentale - ma che razza di socialismo e quale libertà c'é a Budapest se per contenere e imbavagliare il popolo si usano i carri armati?
Gridavano, e spargevano fiumi di lacrime per la povera gente di Ungheria oppressa da un potere tiranno e liberticida.
Una democrazia fasulla - grideranno certamente ora i corifei della civiltà socialista orientale - ma che razza di democrazia c'é a Bologna, se per contenere e imbavagliare il popolo si usano i carri armati? Grideranno, e spargeranno fiumi di lacrime per la povera gente d'Italia oppressa e umiliata da un potere tiranno e liberticida.
Seppure farsisticamente, le rappresentanze di ambedue i poteri egemonici che appestano l'umanità dicono la verità. Perché i due poteri non sono che due facce dello stesso potere. La sostanza del potere é una sola, é fascismo cioè oppressione, violenza e sfruttamento. Il potere é in pratica lo strumento essenziale per lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Che non può concretarsi e perpetuarsi senza l'oppressione delle leggi, senza la violenza della repressione armata.
Le teorie liberali del Locke e comunistiche dei Marx crollano nei loro assunti libertari davanti ai fatti - il popolo ha una propria idea di libertà e dell'ordine economico e sociale che non torna ne può tornare mai giusto con teorie che pretendono di avere scoperto la verità e che questa verità impongono con il potere, con la violenza dei carri armati.
La verità, anche le più credibili, se portate su un piano di assoluto categorico per salvarsi dalla spietata verifica della storia, dei fatti, finiscono per diventare intoccabili assurde divinità - per le quali qualunque criterio contro l'umanità è dichiarata legittima.
Ricordiamo le giustificazioni dell'uso dei carri armati a Budapest contro il popolo insofferente alla tirannia del socialismo: si trattava di teppisti di criminali comuni, tutta la gente che si dava ad atti di vandalismo sfasciando negozi, caserme, palazzi di rappresentanza del potere.
Sono le stesse precise giustificazioni del ministro della repressione Kossiga e di chi lo manovra: i giovani di Bologna, e di tutta l'Italia, insofferenti ad un potere fascista, ladro e assassino, sono bollati tout court come teppaglia sovversiva.
Ricordiamo i disperati appelli della radio di Budapest in mano ai giovani in rivolta, quando arrivati i carri armati dovettero arrendersi alla violenza del più forte, le ultime parole di condanna contro gli scherani del sistema che già abbattevano le porte e si apprestavano a devastare, a percuotere, ad arrestare… Radio Alice alle 11 di sera del 12 marzo è stata soppressa nello stesso modo: «Le forze dell'ordine, mitra alla mano, dopo aver sfondato la porta, hanno interrotto le trasmissioni…».
Sappiamo che cosa si nasconde dietro le divinità che di volta in volta prendono il nome di democrazia e di socialismo: sfruttamento, rapina, privilegi, stragi, appiattimento dei cervelli.
Il popolo ha il diritto e il dovere di scendere in piazza a manifestare liberamente - come gli pare - i propri convincimenti, le proprie idee. Se è vero che democrazia e socialismo si fondano sulla libertà del popolo. La libertà del popolo è precisamente quella del popolo e non di coloro che hanno gli strumenti del potere. Tra la consorteria al potere e il popolo non ce né può essere mai identità di interessi e quindi di idee. Sono due forze storiche in conflitto su due posizioni inconciliabili. O l'una o l'altro devono sparire.
E' chiaro che é la consorteria al potere che deve essere spazzata via, che deve scomparire. Questa, senza il popolo non esisterebbe, non avrebbe le basi materiali per l'organizzazione e il funzionamento della macchina di sfruttamento che produce privilegi.
E' il popolo che obiettivamente, storicamente e logicamente é la forza vincente. Spazzata via la consorteria al potere, senza sfruttatori e oppressori, i popoli, tutti gli uomini della terra, liberi, potranno realizzarsi, essere felici, crescere e progredire secondo natura umana.
E a questo punto, dobbiamo chiederci se la nostra ideologia libertaria che propone la non violenza come metodo di lotta politica, non debba, in particolari situazioni storiche, quando il popolo usa per tentare di liberarsi della oppressione la violenza come estrema ratio, non debba considerare che é la scelta del popolo quella giusta. Dobbiamo riflettere sul fatto che in taluni momenti storici la non violenza di chi sta a guardare mentre il popolo si batte opponendo la violenza del proprio corpo alla violenza dei carri armati, può essere complicità - se non vigliaccheria.

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