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Siamo usciti dal Tempio in Processione, Autorità religiose, civili e militari, Kongreghe varie, Vergini, folla e tutti quanti. Nel villaggio non è rimasto un cane.
Io sto davanti, in apertura di Korteo, in doppio petto grigio listato di nero, con la Konfraternita della Buona Pioggia, gli Incappucciati dalla lunga Veste Bianca, che hanno il compito di portare in alto il Sakro Uccello, Figlio prediletto del Tonante Cielo. Avanziamo solenni, con un grosso Cero Benedetto nel pugno.
Una vera jettatura . Siamo alla fine di ottobre e non piove. Le Industrie ancora non rendono, sono in fase di Ammortamento dei Kapitali, e la gente è costretta a mangiare i soliti prodotti dell'agricoltura.
Non spunta un filo d'erba. Gli animi sono tesi. Speriamo che basti una Cerimonia Solenne con tutte le Autorità, per allentare la tensione. La folla è una bestia cieca, una forza subdola, in simili frangenti, ragiona con la pancia, è facile preda dei sovversivi; e scoppia nel solito tumulto. Adesso più di prima: qualunque intemperie o sinistro o scossa tellurica, la colpa è del Governo. Non c'è più Religione: non pensano alla Fatalità, non tengono in considerazione l'Ira di Dio per i loro peccati: bestemmiano come turchi e fottono come conigli. Intanto, chi cerca di trarne profitto sono gli sciacalli rossi. Dicono: - Vedete che razza di Governo avete? Quando piove lasciano piovere, e loro stanno al riparo… - E neppure a farlo apposta, i movimenti tellurici, le frane e le rotture di dighe sono in aumento… Vaglielo a spiegare, agli ignoranti, che si tratta di fatalità!
In seconda fila, il Piccolo Faraone. E' affranto, nasconde il suo Dolore dietro una Maskera Tragika intagliata nell'olivastro. Lo sorreggono a braccetto Junio Verbigrazia, della Konfraternita del Buon Ordine, e Mister John, appositamente arrivato in Elikottero con un carico di mangime integrale, per alleviare la situazione venutasi a creare in questa sfavorevole Congiuntura.
Non si potrà dire che le Autorità non si siano prodigate: i Sottoprefetti e i Sottosegretari hanno visitato le famiglie colpite dalla carestia, tutte senza distinzione, e hanno potuto rendersi conto; l'Iperrettore ha mandato il Telegramma di Cordoglio, ed è stato letto pubblicamente nelle zone duramente colpite dal flagello io stesso ho emanato diverse Circolari a tutte le Kongreghe perché mettessero il Lutto e facessero Penitenza.
I Giornali danno ampio risalto alla Cerimonia propiziatrice; il Nuovo Iknusu ha scritto, con accenti commossi: «Il Tempio di arenaria è rimasto deserto sul terrapieno roccioso da cui le case di Iknusu degradano verso la campagna nuda bruciata… Da questo Sakro Recesso, dove sono gelosamente custodite le Immortali Reliquie e le Speranze degli Avi, si è mossa la Processione, a un tocco dal Tramonto… Ci sono tutti, Ricchi e poveri, Personalità del mondo politico e kulturale, Rappresentanti dei Petrolieri e umili manovali, accomunati dalla stessa Fede… Il passo pesante cupo dei contadini, usi a calcare la terra intorno alla vite nuova; il ritmato incedere delle Guardie Zivil, usi alle marziali Parate; il salmodiare profondo delle Konfraternite, accompagnato dal coro delle donne in gramaglia, tutto questo insieme li fa apparire belli e antichi: l'indomabile Schiatta di Iknusu, che sa sopravvivere in una terra incendiata, incenerita, con crepe profonde come abissi, che aspettano torrenti per essere colmate… Sono usciti dal Tempio affinché il Prodigio si compia: la pioggia cada, la durezza della pietra si sciolga, la pietra diventi terra, la terra rinverdisca e l'uomo mangi… Hanno inchiodato il Sakro Uccello in cima al Pennone; dal becco spalancato contorto dal Dolore, esce un urlo stridulo; di quando in quando i Membri della Konfraternita della Buona Pioggia gli conficcano spilloni in pancia per farlo urlare di più, alzandolo al di sopra della folla, più in alto che possono, il più vicino possibile al Padre suo e nostro, che sta nei Cieli, Padrone della Tempesta e del Sereno, perché il Gran Cuore si spacchi commosso dalle Sofferenze e pianga sull'Uccello e lo ristori, e ristori la terra e la gente…»
Ai piedi del monte, la processione si è fermata in attesa. Il Sole è calato con le ombre della notte, e da tramontana si è mosso un venticello vispo che fa rabbrividire; non ho pensato a portarmi il soprabito, eppure me l'avevano suggerito, Pop e Kul: - Lo sappiamo, come vanno a finire queste Cerimonie Konkordatarie: si fissa un orario, alle otto di sera è tutto finito, preparate la cena per le otto e mezza, e invece ci sono gli imprevisti e si rientra alle ore piccole, e quelle che restano sacrificate ad aspettare siamo sempre noi donne. - Non hanno tutti i torti, le mie Gioie; e meno male che hanno trovato uno come me, sensibile e affettuoso, col Culto della Femminilità: la donna dev'essere Regina nella propria Casa, e se ce n'è più di una, niente parzialità: tutte sullo stesso piano, tutte Principesse regnanti. Pensavo appunto a loro, a Pop e Kul, decidendo di portarmi in Casa Nonsocomesichiama, la Fanciulla dagli occhi smeraldini; sarà di grande aiuto nell'Ordinamento familiare, e dove si mangia in tre, si mangia anche in quattro… La Fanciulla ha Talento, oltretutto… Non mi è stato difficile risolvere il Problema dei suoi Rapporti familiari. Ho convocato il Padre in Sakrestia, e gli ho detto: - Senti, capisco la Situazione, sei un manovale agricolo con numerosa Prole, non te ne faccio una colpa, hai preteso troppo dalla Divina Provvidenza, un peccato di presunzione; il carro è pesante da tirare, se è carico; nella Vita, molte sono le salite e poche le discese, me ne rendo conto, sono qui per questo. Mi sono detto: perché non dare una mano a un onesto lavoratore? Vedi, tu sei ignorante e certe cose non puoi capirle: il Problema dei Figli, per esempio. Si dà il caso, che la tua figlia grandicella, Nonsocomesichiama, possieda buone Doti artistiche, i Fiori rari spuntano nel deserto, come gli Edelweiss; la sua Vocazione per l'Arte è grande: con un pennello in mano, l'ho vista con i miei occhi, non puoi nemmeno immaginare le Meraviglie che ne tira fuori. Capisci? Così dov'è ora è sprecata, una Colomba con le ali tarpate, nervosa e triste. E' nata per volare, capisci?
Al Padre non è parso vero liberarsene. Ha detto: - L'Arte sarà una cosa bella, se lo dici tu, Buana, ma non è roba che si mangia; ho un pezzetto di terra, dietro casa: tanto lavoro ci metto e tanti mazzi di lattuga e di ravanelli ne ricavo. per me, perdonami, Buana, è tutta una questione di grano: la Poesia è un rutto, viene fuori soltanto a stomaco pieno; la mia Vocazione sarebbe una forma intera di Cacio forestiero, di quelle grandi come una ruota di carro: me li sogno ogni notte, i maccheroni conditi col Parmigiano: altro che comprare i Colori!
Diversi piccioni con una fava. Per i Suoi, una bocca in meno da sfamare; per la Fanciulla, la possibilità di realizzare la sua Vocazione artistica; per Pop e Kul, un aiuto per le faccende domestiche; per la Casa, in particolare per il Salone, l'occasione per ornare i muri con qualche dipinto moderno; per me, la soluzione del Problema del terzo lato, un Problema che comincia ad assillarmi: prendo freddo di sopra durante la notte, la maledetta abitudine di dormire supino…
La Processione sosta ai piedi del monte. La folla ha preso a urlare, agitando il Pennone col Sakro Uccello, che, emesso un rantolo, ha finito per tirare le cuoia. Queste Usanze, devo ammetterlo, sanno un po' di barbarico; ma la Sostanza del Rito è ricca di Pathos; la Liturgia va rivista e corretta; secondo me, ammodernata; dovremmo convocare un Koncilio, non siamo più al Medioevo, siamo in piena Era Industriale: io userei un Uccello Mekaniko; urla di più e non c'è pericolo che gli scoppi il cuore a colpi di spillone.
La gente si aspettava che piovesse davvero subito. Qualcuno ha persino teso al Cielo il barattolo che si è portato dietro. Benedetta Semplicità! certo, prima o poi dovrà piovere, ma non così, a tuono e lampo.
Junio Verbigrazia ha fatto un cenno per zittire la folla, e ha attaccato con una delle sue solite Arringhe: - Camerati!, su quei monti si annidano le serpi velenose della contestazione; il Cielo non lascerà cadere una sola stilla del suo Divino Umore, finché le serpi non saranno schiacciate!
Gli ho messo una mano sulla spalla: - Calma, Fratello Camerata, questa è una Cerimonia Konkordataria, l'Uso delle Bandiere è lecito, e sono consentiti gli Inni Patriottici: ogni cosa a luogo e tempo debiti… A buon intenditor poche parole.
Junio Verbigrazia ha abbozzato, intonando, con quelli della sua Konfraternita, l'Inno della Provvidenza, quello che fa - E' nato il Divino Rettore, Alleluja! Porterà il Buon Ordine, Alleluja! su tutta la terra, Alleluja!
A lasciarlo fare di testa sua, quell'Esaltato è capace di scatenare un vespaio. D'altro canto, è Pluridecorato, la sua Devozione alla Patria è fuori discussione; basta tenerlo imbrigliato e dirigerne il getto straripante nella direzione voluta.
Terminato l'Inno, il Piccolo Faraone ha ribadito l'Ammonimento - Niente serpi di monte, per il momento; se testa di serpe dobbiamo schiacciare per ristabilire l'Ordine nelle campagne, so io dove scovarla.
Ho capito: qui ci scappa un Delitto d'Ordine a scopo purificatorio.
Come volevasi dimostrare: stasera, niente Casa e niente Tivù, proprio oggi, accidenti!, la prima Serata di Canzonissima, con le mie care Fanciulle vicine. Il Piccolo Faraone mi ha convocato per una Seduta urgente di Gabinetto. Due tre fette di prosciutto, un frullato di pesca e banana, e subito al Lavoro.
C'è da stendere un Proclama. La siccità è un fenomeno che si verifica per caso, ma non senza causa. Tutto ha una Causa, eccetto Dio e il Potere dello Stato che da Lui proviene. Ogni avversità, ogni accidente, ogni cataclisma che funestano l'Umano Consorzio, sono legittime reazioni del Supremo Signore alle azioni malvage compiute dagli uomini. Esempio: quando i kiukiu trucidarono sir Gustavo e tutta la sua Famiglia, si verificò un imponente terremoto; quando i maschi di Sodoma presero ad andare in culo per non far figli, cadde dal Cielo una pioggia di Fuoco; quando il Consiglio degli Anziani propose l'introduzione del divorzio a Iknusu, si verificò una terribile epidemia di colera infantile. Gli uomini non devono tirare troppo la corda, la Bontà Divina ha pure il suo limite di rottura, e prima che questo limite si rompa, spetta al Potere di renderGli Giustizia e placarne l'Ira funesta. Nel caso specifico della siccità, sappiamo bene dove andare a parare il colpo: saremo inesorabili con i fornicatori! Nel limite massimo di giorni trenta, cioè entro il mese di novembre, la pioggia cadrà sulla terra assetata, i campi rinverdiranno e le bestie avranno sostentamento. Intanto, onde evitare torbidi, si Decreta il Coprifuoco.
Questa la Sostanza del Proclama, passato seduta stante al Brigadiere Comandante delle Guardie Zivil, affinché venga affisso ai quattro cantoni.
Io dico: - Va bene, kapo, si tratta di calmare gli animi, lo capisco; ma dove lo troviamo, un fornicatore da gettare in pasto alla plebe?
Dice: «Non ti preoccupare, da questo lato abbiamo un Apparato di Schedature che ci invidiano persino i nostri Grandi Alleati. Ho a mente qualcuno che in questo momento va proprio a fagiolo.
Dico - D'accordo sull'Efficienza delle schedature, e neppure metto in dubbio che ci sia una barca di cornuti e quindi di cornificatori; ma che facciamo? Ne scegliamo uno piccante e lo denunciamo?, a chi? Siamo uomini di Legge, noi, e non potremo che denunciarlo alla Legge: così facendo sappiamo già che se la caverebbe con sei mesi e la Condizonale…
Dice: - Ma neanche per sogno! Noi muoviamo un altro Ingranaggio, quello della Legge degli Avi, e ce ne laviamo le mani: Voce di popolo, in questo caso, è Voce di Dio. Capisci?
Ho capito. Una faccenda molto semplice. la Lettera Anonima è partita con Procedura d'Urgenza, indirizzata a Pauliku Melas, un manovale pastore che sta col gregge sei mesi all'anno in montagna; ci mancherebbe altro che in quel lungo periodo di tempo la moglie, ancora giovane e belloccia, non gli mettesse le corna con qualche Sottoprefetto. Dico: - Hai pensato, Kapo, che perdiamo un Sottoprefetto?
- Ci ho pensato, come no?! Per l'appunto si tratta del Sottoprefetto On. Abis, soprannominato il Gallo del Monte Krikine, per le sue innumerevoli avventure extra coniugali; di questo non mi frega nulla, che si rompa l'uccello, fottendo! Il fatto è che pare strizzi l'occhio sinistro alla contestazione interna… Due piccioni con una fava: plachiamo l'Ira di Dio e della gente e allo stesso tempo ci leviamo di mezzo uno stronzo coi vermi sovversivi.
Tutto si è svolto come previsto.
I nostri Grandi Alleati sono molto curiosi degli Usi e costumi dei popoli sottosviluppati, e Mister John ha mandato alcuni Repoters per un Servizio filmato sul Delitto d'Onore.
Ho idea che si siano lasciati prendere dal Folklore, e che sia sfuggita loro la Funzione Terapeutica del Rito. Meno di tutti ha capito il Reporter del Time Press, che si è slanciato in voli pindarici.
Il Reportage del Time Press ha mandato in bestia il Piccolo Faraone: non si possono giudicare le cose guardandole dal di fuori, il Delitto d'Onore non è una esibizione da Circo, contiene validissime Motivazioni di carattere politico economico, oltre che sociali psicologiche.
Mister John è un vero Signore, ha capito e ci ha mandato un cartoncino di scuse, anche a nome del suo Governo. In fin dei Conti, ciò che importa sono i risultati: qualche giorno dopo è arrivata la pioggia.

 

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