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Sempre la stessa musica. Dopo la siccità, ecco l'alluvione. Sembrerebbe che il Destino si diverta a suonare la marcia funebre battendo con le sue nocche di quercia sulle teste degli iknusiani, come fossero tasti di uno sgangherato xilofono. Ma forse ci sfugge - a noi Creature limitate e imperfette - il Progetto Celeste, il Piano di Programmazione del Massimo Fattore. Che non sfugge, però, ai Cervelli Elettronici dei nostri Grandi Alleati, i quali, ho saputo, hanno dato incarico al Dottor Mansciolta di architettare un Progetto per accentrare tutta l'agricoltura del mondo a una sola zona, dove piova né poco né molto, dove i venti spirino moderati, il clima non sia né secco né umido, i terreni siano sciolti profondi e ricchi di humus, e vi siano presenti nella giusta quantità gli iperparassiti, cioè quei parassiti che fanno fuori i parassiti.
Intanto, arrivati a questo punto, per quel che ci riguarda come Klasse Dirigente, non resta altra Soluzione se non quella di costituire un Komitato per la Raccolta delle Firme davanti al Notaio e fare il Referendum Abrogativo dell'Alveo del Rio Therso, una maledizione, che alla prima catinella dal Cielo si gonfia e straripa, allaga e travolge tutto quanto.
L'unico dato positivo delle alluvioni è la prolificazione delle lumache. I manovali contadini non hanno Spirito Imprenditoriale, se si organizzassero, potrebbero trarne concreti Benefici: basterebbe incrementare l'esportazione delle lumache nei paesi siccitosi; l'Ideale sarebbe l'impianto di una Industria di lavorazione e conservazione: ottimi i lumaconi bolliti in acqua salata e quindi sculacciati e soffritti con pesto e aglio, prezzemolo e pane grattugiato.
Col Sacrificio del Sottoprefetto On. Abis, il fu Gallo del monte Krikine, ogni cosa sembrava procedere per il meglio. A metà novembre, un'acqueruggiola continua aveva ammorbidito la terra in profondità, e i manovali contadini si erano affrettati ad arare e a seminare grano e fave, quand'ecco il Fulmine a Ciel sereno: un acquazzone e il Rio Therso straripa.
Una catastrofe. Gli argini si sono rotti durante la notte e la marea è piombata a valle raggiungendo Iknusu; ha spazzato le strade, ha superato le soglie, è entrata nelle case e nei cortili; la zona sud del Villaggio completamente allagata.
Piove a dirotto da dieci giorni, sopra le corna cinque Centesimi. Un'Ira di Dio così, dicono i Vecchi, non si vedeva dai tempi della Guerra Vittoriosa contro il Villaggio di Kraut.
Il Piccolo Faraone ha decretato lo Stato di Emergenza. Le Guardie Zivil si stanno prodigando per soccorrere la popolazione colpita dal flagello. I Contingenti Speciali sono rimasti consegnati nella Kaserma in cima al colle: non si sa mai, coi soliti sciacalli sovversivi che pescano nel torbido delle alluvioni. Ho disposto che nel tempio vengano officiate Funzioni Solenni di tipo Riparatorio. I nostri Grandi Alleati hanno fatto una Colletta e coi proventi sono già arrivati due Elikotteri carichi di coperte, teli cerati e ombrelli. L'Iperrettore ha inviato un commosso Telegramma di Rammarico e d'Incoraggiamento.
Per Fortuna, tutti gli Uffici importanti, l'Anagrafe Tributaria, il Dazio, il Distretto Militare, la Piccola Casa Bianca, il Korinale, eccetera, sono situati nella zona alta: la Vita continua ordinatamente.
Le Industrie, in fase di costruzione, sono tutte salve, poggiano su Pilastri di Cemento Armato, se ne fottono della pioggia: gli Impresari hanno fatto stendere teloni di Plastika e gli operai continuano a lavorare tranquilli al riparo, come se nulla fosse.
Rientrando a Casa, ho trovato a pranzo anguille arrosto. Sono calate di prezzo, se ne trovano dappertutto, provenienti dalle paludi. Le ha cucinate con le sue tenere mani la mia Mary-fik. Come premio, le ho concesso di sedere al mio tavolo, mentre mangio. Guardandola, ho colto un'ombra di tristezza nei suoi occhi smeraldini… Sono ormai trenta giorni da quando è entrata a far parte della mia Famigliola; Mary-Kul e Mary-Pop si annoiano di meno, la Casa si è ornata di quadri, ma ancora, poverina, non è stata Konsakrata… Troppi Avvenimenti si sono succeduti, ci vuole Serenità di Spirito per una buona Konsakrazione, la prima è quella che conta, la Scienza parla chiaro: il buon giorno si vede dal mattino.
Dico: - Un velo di tristezza offusca lo Splendore dei tuoi occhi smeraldini, mia dolce gazzella; dimmi: che cosa ti turba? Ti manca forse qualcosa? hai finito la Scatola dei Colori a Olio? qualcuno dei miei dipendenti ha osato mancarti di Riguardo? hai la bua al pancino?
Mary-fik ha scosso la graziosa testolina folta di riccioli ramati: - Oh, no, Buana, qui io sono in Paradiso e tu sei il mio Signore e Padrone. Perdonami se disturbo la tua digestione con le mie sciocche tristezze… Pensavo ai miei Vecchi; mi è giunta notizia che il rione dove abitano è il più colpito dall'alluvione…
- Potevi dirmelo subito, Benedetta Fanciulla, avrei già provveduto. Aspetta, voglio vedere di Persona, bevo il caffè e telefono che mi mandino un Mezzo… Vedi, ciò che sono pronto a fare per te? sei contenta? Su, non stare più in pena, sorridi!
Ho indossato l'Impermeabile plastifikato col cappuccio e gli stivaloni di gomma - un Regalo di Mister John, una Tenuta che loro usano nel week-end per pescare balene nel Mare del Nord, il loro hobby preferito. Il Trattore che ho chiamato è fuori che aspetta, attrezzato di Rimorchio, con un barchino a fondo piatto e due Sommozzatori del Ministero delle Alluvioni.
Nel rione dei Santi Kossu e Kubeddu c'è almeno un metro d'acqua. Le case che non sono cadute stanno lì lì per cadere? I mattoni crudi, bagnandosi, finiscono per sciogliersi, giusta la Legge Biblica: Polvere siete e polvere ritornerete. Da un lato, meglio così: le rifaremo nuove di pietra squadrata e di cemento, le case di Iknusu!, e del passato miserabile non resterà traccia né ricordo. Restando nel presente, io non la capisco proprio questa mania dei manovali di costruirsi case con mattoni di fango, con tutte le pietre che si ritrovano disseminate nei campi: a ogni solco bisogna cambiare punta all'aratro…
C'è un via vai di gente, che sfolla portando a spalle materassi, sedie, casseruole, galline e tutto quanto; e frotte di pancia nuda ci sono, con l'acqua all'ombelico; devono essere di ferro, se non gli viene un malanno, armati di canne appuntite, frugano il fondo melmoso della strada sommersa, in cerca di scarpe e anguille.
La casupola di Mary-fik è come un biscotto umido, ma si regge ancora. Meno male, sono arrivato in tempo. Li ho trovati in camera da letto, con facce da Funerale. Il Padre sta trafficando per salvare il salvabile. Non si aspettavano di vedermi, sono rimasti di sasso.
Ho steso la Mano su di loro e ho detto: - Non dovete mai disperare nella Divina Provvidenza, finché c'è Vita c'è Speranza. La vostra Figliola ha pensato a voi nel momento del pericolo, il suo Amore vi ha salvato.
L'Amore! la vecchia Mamma lo sente, si è segnata, piangendo: - Che sia Benedetta la mia Figliola e Benedetto sii tu Buana, che l'hai accolta sotto il tuo grande Tetto che sfida la pioggia, il vento e gli uragani.
Che stupenda Creatura, la Mamma! una Chioccia con i suoi Piccoli attaccati alla lunga ampia Gonna, una Gonna prodigiosa, che soccorre ogni bisogno filiale: rasciuga il pianto, le manine sporche di fuliggine o di fango, i visetti impiastricciati di sugo, i culetti cacati, le posate, i bicchieri e i piatti rigovernati e infine ricopre il sonno dei Pargoli… Oh, la Gonna delle Mamme di Iknusu! è come un Albero grande che tutti i suoi frutti ti dà.
Sopra il letto, un marmocchio si diverte a saltare sulla rete metallica a fior d'acqua. Il tavolo da pranzo è stato capovolto, funge da zattera: sopra c'è un mucchio di roba infagottata, una trovata intelligente. Proprio in questi difficili frangenti, si vede la Genialità, la Tenacia, la Pazienza e la Fierezza della gente di Iknusu!
I Sommozzatori del Ministero, a mio cenno, hanno cominciato subito lo sgombero. Sono Esperti nel campo: in quattro viaggi hanno trasportato e caricato masserizie, cristiani e tutto quanto nel barchino, e da questo sul rimorchio del Trattore. Il letto arrugginito non veniva fuori dalla testata; non si trovava un martello. Ho detto: - Non affoghiamoci in un bicchier d'acqua, andate in cortile e prendete un sasso. - In cortile c'era rimasto il gatto, stava sui rami del fico, tranquillo e pacifico, osservando le acque in attesa di vedervi affiorare qualche pesce. - Salviamo il gatto, poverino! - si è messa a piagnucolare una delle ragazzine, somiglia molto a Mary-fik, ancora acerbetta, promette bene. Mi commuovono le lacrime di una Fanciulla, ho chiamato i Sommozzatori e ho ordinato loro di prendere e salvare anche la cara bestiola, anch'essa è Creatura di Dio.
Ultimata l'Operazione di Salvataggio, ho detto al Trattorista di accompagnare gli alluvionati al Konvento dei Padri Kalzati; poi, rivolgendomi ai poveretti, ho aggiunto: - Andate tranquilli, avete l'Assistenza Gratuita per tutta la settimana; nell'andito a pian terreno troverete un angolino tutto per voi e per la vostra poca roba; dite al Padre Superiore che vi mando io… Andate, ringraziate il Signore Misericordioso e vegliate sulla Purezza delle Vergini: sono tempi brutti di forzata promiscuità, questi…
Rientrato a Casa, neppure il tempo di fare un pediluvio, di ammorbidire la durezza di un occhio di pernice che mi duole maledettamente, siamo nati per soffrire: Riunione urgente al Korinale.
Siamo stati convocati da Mister John nella Stanza dello Specchio, così detta perché sulla parete dove convergono le due estremità del Tavolo a Ferro di Cavallo, vi è appeso uno Specchio di tipo nuovo di Sostanze Plastike riflettenti, Dono dei nostri Grandi Alleati, e tutti i Membri del Governo vi si possono agevolmente specchiare durante la Seduta.
Sono presenti: il Piccolo Faraone, in Rappresentanza del Potere Politiko; io, in Rappresentanza del Potere Morale; il Grand'Uff. Cav. Barnabucci, per il Potere di Acquisto della Moneta; S.E. Bronzini, Segretario Particolare dell'Iperrettore, per tutti gli altri Poteri. Alla resa dei conti, Mister John ci è stato di grande aiuto con la sua Cartella piena di Dati Statistici; di modo che non abbiamo tardato a varare un Decreto di Legge urgente.
Nella brutta copia - stilata da quella Testa d'Uovo del Dottor Karrus, Direttore dell'Ufficio di Programmazione, il Decreto di articola nei seguenti punti:
Premessa.
Considerato che a Iknusu o non piove o piove troppo, con alternanza di siccità e alluvioni, ne consegue che l'agricoltura non si può fare e neppure l'allevamento, in quanto non muove foglia che Dio non voglia. Una cosa erano i tempi di Amsicora o se vogliamo di Eleonora o per non andare lontano di Korrias, vedi «Analisi della Questione iknusiana» dello Storiografo Vincenzo del Lento, che va dal Periodo Nuragiko a quello Risorgimentale. Allora, la gente viveva con un pezzo di pane e un pugno di fave, e le uova le dava al Tabaccaio in cambio di sigari. Ben diverse, perdio!, sono le Esigenze nell'attuale Periodo: la gente non vive di solo pane, vuole la Tivù, la Motoretta, il Cinema, le Riviste Svedesi, le sigarette Doppio Filtro e il Gerovital H3, su questo non ci sono dubbi.
Considerato inoltre che per dare alla gente tutto quanto di cui sopra, e altro non menzionato, che in blocco può essere tranquillamente indicato come «Valore Prodotto», ci vogliono le Industrie;
in Nome del popolo di Iknusu e per Volontà dell'Iperrettore, sentito il Parere di Mister John, Rappresentante dei nostri Grandi Alleati, si Decreta:
Art. 1 - Son soppresse le coltivazioni tradizionali e non tradizionali su terreni aperti o chiusi, a qualunque Titolo posseduti. Chiunque venga sorpreso a seminare grano, fave et similia, sarà condannato all'emigrazione perpetua, ovvero ai lavori forzati in terra straniera. I proventi del lavoro coatto verranno incamerati dallo Stato che li utilizzerà per Scopi Filantropici.
Art. 2 - E' soppresso dovunque, in luogo aperto o chiuso, l'allevamento di animali di specie ovina e caprina a qualunque scopo, sia per Interesse che per hobby, esclusi i motivi sentimentali e strettamente scientifici, da farsi in Laboratorio, previa Autorizzazione delle Competenti Autorità di Vigilanza, che verranno all'uopo costituite. Chiunque venga sorpreso a sostenere, curare o mettere insieme a coitare ovini o caprini di sesso diverso a scopo procreativo o a raccogliere il frutto di dette illecite pratiche, sarà condannato, a scelta, o a morire di fame tra i ruderi di Nuraki o con l'emigrazione perpetua come al precedente Articolo.
Art. 3 - L'Agnello Paskuale viene sostituito, a tutti gli Effetti, civili e religiosi, con la Kolomba di Stato a prezzo controllato.
Ci sono altri due o tre Articoli di minore importanza sulla Regolamentazione della Materia, che non vale la pena trascrivere.
Probabilmente, ci saranno reazioni popolari, l'ha detto il Dottor Karrus. A mali estremi, estremi Rimedi; ogni Innovazione trova difficoltà di attuazione: l'azione frenante delle abitudini, che una volta prese sono difficili da togliersi; li svezzeremo mettendo il kinino nei capezzoli… Diciamolo francamente, noi di Iknusu siamo ormai grandicelli, tuttavia vorremmo continuare a succhiarci il dito; venisse giù latte, lo capisco!
Non ci sono state disparità di vedute: tutti d'accordo. In particolare sul fatto che prima di Reprimere bisogna tentare di persuadere. Se gli entra con le buone, perché usare le cattive? Questo mi sembra un Principio giusto e democratico, e con i nuovi Impianti della Petrolkimika abbiamo vaselina quanta se ne vuole. E' la mia Missione specifica: far entrare lo Spirito delle Leggi nelle teste dei manovali contadini e pastori, specialmente dei giovani; è ora di piantarla con il Lavoro da pezzenti per rivolgere tutta l'Attenzione alle Fabbrike, Dono prezioso del Signore e dei nostri Grandi Alleati. Ogni sforzo deve essere incanalato in quella Direzione; sono ancora poche, vanno incoraggiate e incentivate in ogni modo, non bastano ancora per tutti, è vero. Ma è anche vero che le Fabbrike sono come le ciliegie, una tira l'altra, le Makine fanno le Makine, perseverando si arriva e chi si ferma è perduto. Dal canto loro, i Teknici dell'Ufficio di Programmazione hanno puntato tutti i Denari della Kassa su quella Carta: o la va o la spacca.
Ho cominciato col parlare in Famiglia, l'Opera di Sensibilizzazione comincia tra le Pareti Domestiche. Le mie Fanciulle trovano che abbiamo varato un Decreto di Legge formidabile: l'Unità della Famiglia ne uscirà rafforzata. Infatti, l'operaio delle Fabbrike non è mica come il pastore, non sta fuori di casa, lontano, giorni e giorni, a pascolare pecore; fa otto ore di lavoro giusto giusto, orologio alla mano, sistemato al riparo, poi basta, finito; e gli resta tutto il tempo che vuole per giocare coi pancia nuda, uscire con la Moglie, andare al Cinema, prendere l'Aperitivo al Bar, guardare le Vetrine dei Negozi.
A un certo punto, mi si è affacciato un dubbio. Dico: - Con l'andar del tempo le Makine prolificheranno, dovranno lavorare tutti, anche le donne… Ecco, le donne… usciranno sole, guadagneranno, avranno soldi in tasca, rientreranno a casa all'ora che vogliono, con la scusa degli Straordinari… Non si metteranno grilli in testa? Le donne hanno un equilibrio morale instabile…
Le Fanciulle non sono d'accordo. Dicono che seppure dovessero emanciparsi, mostrare qualcosa di ciò che prima tenevano nascosto o al limite dovessero farsi qualche scopatina extra, il loro uomo non avrebbe nulla da perderci. Anzi…
Non ho ribattuto per non sembrare un arretrato, è necessario abbozzare in un Momento Storico come questo, denso di Fermenti Innovatori… Però, la faccenda mi puzza; passi l'Emancipazione Spirituale, non ci trovo nulla da ridire, ma l'emancipazione fisica, mostrare l'ombelico o magari le tette in giro, sarebbe il caos… Ci sono le puttane, per lo sfogo naturale; l'uomo, per Natura, è geloso delle proprie donne…
Avrei voluto riprendere la discussione a Letto, dopo Cena. Le mie Fanciulle rappresentano tre diversi temperamenti; ascoltarle, equivale un Sondaggio nell'Opinione Pubblica femminile. Se i pareri sono favorevoli, vuol dire che la Legge è democratica; noi siamo per un libero Sistema basato sulle Inchieste d'Opinione.
La serata è finita in modo diverso. Mary-fik, l'occhismeraldina dai riccioli ramati, ha appena ultimato un Pannello a Olio tre per quattro, raffigurante un paesaggio tipico di Iknusu, Nuraki, monti aspri, fico d'India, pastore, pecore, quercia e tutto il resto. Ha chiesto il mio Giudizio.
- Brava - dico, - l'Idea è buona, conservare le immagini del passato; un investimento redditizio, come la raccolta delle Monete fuori corso: con gli anni aumentano di valore…
Prendendo spunto dalle Monete fuori corso, Pop e Kul mi hanno preso in disparte. - Perdonaci l'ardire, Buana, ci sono cose che a conservarle troppo a lungo si deteriorano, e anziché aumentare diminuiscono di valore. Non pensare che noi vogliamo interferire nella sfera della tua Privacy, Buana, però abbiamo l'impressione che tu stia procrastinando un po' troppo la data della Konsakrazione di Mary-fik. La nostra piccola Amica, poverina, ogni sera si prepara piena di zelo, e aspetta trepidando, convinta che sia la volta buona. Si macera e si consuma, nell'attesa: non pensi ai complessi, alle frustrazioni che le possono venire?
Dico: - Non giudicatemi insensibile al suo Anelito giovanile; l'avete visto anche voi, quante me ne sono cadute tra capo e collo, accidenti!, una dietro l'altra, dalla siccità all'alluvione. Abbiamo le strade ancora infestate di lumache. Dico, ma come?, non è stato ancora ricostruito Santo Nikodemo, e voi volete chiavare?
Le Fanciulle insistono: - Tu hai Ragione, Buana, lo Spirito Santo ti illumina; noi siamo l'umile farina e tu sei il Lievito: degnati quando vorrai di concederci la tua Grazia, meglio stasera.
Mi hanno commosso. - Se le cose stanno come voi dite, orbene, bando agli indugi: andate, preparate amorevolmente la Fanciulla, e preparatevi voi stesse. Vi raggiungerò tra poco.
Mi sono chiuso nella mia Toeletta personale, tutta in Maiolika rosa con fiorellini gialli; ci tengo a essere in Forma. In primo luogo, un bagno di Schiuma Verdal Gemma di Pino, un prodigioso Toniko, si drizza in un lampo, la Teknica al servizio del Benesere, un Missile in posizione di lancio…
Ricordo la seconda parte della Visita alla Base dei nostri Grandi Alleati: Arrokeferru è stata un'esperienza fiabesca, non immaginavo che potessero esistere Strumenti Bellici tanto complessi e perfetti, direi intelligenti… Per esempio il Kirkey, un accidente di Missile non tanto grande, che va terra-terra e terra-aria. Basta schiacciare un Bottone, dopo aver fatto il count down, e immediatamente parte sibilando verso l'Obiettivo. L'Obiettivo, e qui sta il bello, deve essere multiplo, dei singoli se ne frega: come minimo una Flotta Aerea o Navale. Arrivato a debita distanza, al Kirkey gli si stacca la Testa, che esplode dividendosi in tante piccole ma potentissime Bombe: tante quante sono le unità nemiche da colpire. A una a una, esplodono, a loro volta suddividendosi in una miriade di Bombette che hanno il compito di inseguire e sterminare i nemici scampati che tentano la fuga. Per rendere meglio l'Idea, assomigliano a certe granate che da noi si preparano per la festa di Santo Nikodemo: una sola riempie il Cielo di scoppi e di luce…
Dopo la Toeletta, una sorsata di Abbardente di Santu Lu Surku ti fa come la Mano di Dio.
Ho bussato discretamente alla porta del Salone, e sono entrato.
Mary-fik sta seduta composta sul Divano d'angolo, sfoglia tivù tre, il numero speciale a Colori dedicato ai Cantanti dell'ultimo Festival. Si è vestita da scolara diligente: scarpette basse, calzine corte alla caviglia, gonnellina scampanata a mezza coscia, maglioncino a coste attillato ma non troppo, capelli raccolti in treccia sulla spalla, un lievissimo strato di Ombretto sulle palpebre, la punta dell'indice tra le labbra.
Pop e Kul conoscono ormai a fondo la Materia: la Konsakrazione deve avvenire nel modo più naturale del mondo, senza traumi, l'Amore è come un Fiore, ha il suo momento. Se ne stanno in disparte accosciate sul Tappeto nuovo in Meakryl, giocando a Carte, facendo finta di niente, ma seriamente pronte a intervenire in caso di bisogno.
Mi avvicino a passi felpati. Dico: - Ciao, piccola!, che fai così sola soletta? - Cerco di assumere un modo di fare discreto e insieme spigliato, un tono di voce pacato quasi indifferente, devo dire che però mi sento un tantino emozionato: alle Konsakrazioni non ci si fa mai il callo.
La Fanciulla trasalisce, leva il viso, mi vede, e un leggero rossore le imporpora le guance. Dice: - Oh, sei tu, Buana!? Leggevo…
Dico: - Leggevi? Un nobile e istruttivo passatempo, Leggere. E dimmi, che cosa leggevi, di Grazia?… Fammi posto, ti prego, accanto a te, e lascia che io veda a quali Letture si dedica la nostra cara Fanciulla nelle ore serotine… - Così dicendo, mi sono seduto al suo fianco, e per guardare meglio la Rivista le ho circondato la vita con un braccio.
La sua manina sfoglia le pagine, mentre la mia mano massaggia delicatamente la zona compresa tra la cintura della gonna e l'attaccatura della manica del maglioncino.
Dico: - Mi sbaglio o sento il tuo cuoricino palpitare?
Lei non risponde, è turbata, non sfoglia più la Rivista, la sua mano è caduta inerte sul bracciolo, guarda senza vedere una foto a tutta pagina a colori di Battista il Kantautore, quello che ha fatto furore con «pensieri e Verbi».
Che palpiti non vi è dubbio: le ho infilato una mano nella scollatura, le ho acchiappato una mammella e ho cominciato a strizzargliela.
Lei si fa di brace, si contorce e mormora: - Dai, Buana, stai buono, per favore, non farmi di queste cose brutte…
- Ma che pensi, sciocchina? è soltanto un gioco…
Purtroppo, c'è anche in me qualcosa che palpita: non dovrebbe così presto, non era in Programma, se non lo acquieto subito minaccia di mandarmi a monte tutto quanto. Dico, a lui: - Senti, sia ben chiaro, non metterti grilli in testa, un po' di Educazione, non sei stato neppure presentato, statene buono e tranquillo e non rompermi le palle.
La Fanciulla leva timidamente lo sguardo e chiede: - Buana, con chi parli?, io non vedo nessuno…
Oh, Benedetta Innocenza! Dico, a lei, naturalmente: - Domanda legittima, mia cara. Parlavo con il mio aquilotto. Lo conoscerai a tempo e luogo, e spero le sarà gradito fare la sua conoscenza.
- Le sarà gradito? A chi, Buana?
- Come, a chi?, ma alla tua coniglietta, cara.
- Non capisco, Buana… - dice sgranandomi in faccia i suoi occhioni smeraldini.
Non so resistere a uno sguardo innocente. Penso: - Qui, bisogna accelerare i tempi di Programmazione secondo le Teorie del Dobb; ho l'impressione che quel gaglioffo non voglia sentire Ragione, ronza come un'Antenna Radar, si è impadronito della Stanza dei Bottoni, i segnali li manda lui al Cervello, oramai sono nelle sue mani. Infatti mi ha spinto la mano dove piace a lui: me la ritrovo sotto la gonna a un pelo dalle mutandine.
La Fanciulla, spaventata, stringe forte le cosce, blocca l'avanzata, e con un tono di voce stupito sussurra: - Oh, che mi fai, tu, Buana?
Che caruccia!, mi chiede che cosa le faccio!? Mi riempie tutto di tenerezza. Giuro che non se ne trovano più, oggidì, Fanciulle timorate… Il mondo è pieno di malizia, si fotte senza ritegno, le ragazzine si fanno frugare ancora implumi, non sanno distinguere il Punto Croce dal Punto Erba, ma il bischero lo riconoscono anche al buio. Dico: - Ma niente ti faccio, mia cara. Sto soltanto esplorando la tua morbida coniglietta, vedo com'è fatta, che non ci siano imperfezioni. Allargati un pochetto, così, brava… Fin qui, è tutto a posto.
Accidenti, se è a posto! Funziona come un Revue, ruscella dalla fessura a getto continuo, le mutandine sono inzuppate. Dico: - Se permetti, le togliamo… No, no, non disturbarti, lascia fare a me, tu continua a sfogliare la Rivista, non ci pensare.
Si dica quel che si vuole, lasciamo perdere!, c'è una bella differenza tra l'accarezzare una fica attraverso le mutande e il prenderla nuda nella mano strizzandola in lungo e in largo. L'effetto è irresistibile: è crollata boccheggiante sul divano, ha fatto gli occhi bianchi, ha mandato un gemito, è svenuta.
Me l'aspettavo. Le vergini si rifugiano sempre nel deliquio, al Momento Culminante. Per farla rinvenire, si suggerisce la respirazione bocca a bocca. Mi sono chinato su di lei e ho eseguito.
Ha riaperto gli occhi, finalmente. Vedendomi disteso su di lei, ha avuto un moto di pudico sgomento. - Oh, no, Buana, non voglio, ho tanta paura… - ha fatto in tempo a dire, ed è svenuta di nuovo, meno male, con le cosce sufficientemente spalancate.
Dico, a lui: - Bene, adesso tocca a te, mi hai seccato tutta l'ora, vediamo cosa sei capace di fare. - Gli ho sbottonato il primo bottone, tutti gli altri li ha fatti saltare lui di slancio, affacciandosi radioso.
Stavo per aprire bocca, dargli qualche suggerimento di ordine Pratico, quando lui è partito fulmineo. L'impatto è stato terribile e doloroso, ma inutile: ha rimbalzato stordito, frastornato.
La Fanciulla, poverina, al colpo d'ariete è rinvenuta, non ha potuto trattenere un urlo: - Buana, Buana, abbi pietà di me! - ed è svenuta ancora.
Dico, a lui: - Ben ti sta, presuntuoso!, ti credevi di fartela con una vacca? Cerca di ragionare, è una Fanciulla alle prime Armi, usa la testa, stupido!
Mi ha dato retta. Ha preso a stropicciare nel sugo, facendosi largo pian pianino nella fessura, ha trovato l'Introito e vi si affaccia. preso al collo, adesso non va né avanti né indietro. Lo sento preoccupato.
Dico, sempre a lui: - Stai calmo, non ti agitare, procede tutto bene, fermati lì e prendi fiato, il resto va fatto di colpo, a Regola d'Arte. - Poi, dico a lei, che intanto è rinvenuta: - Dolce Fanciulla, socchiudi i tuoi occhi smeraldini che io possa vederli nel Momento Supremo, cingimi teneramente i fianchi… no, non stringere troppo, che mi blocchi… e leva un po' più in alto le gambe…
La Fanciulla, ignara, esegue dolcemente guardandomi con incantevole Innocenza, soltanto l'ansimare del suo candido petto tradisce il profondo turbamento. - Non temere, la mia dolce Kolomba, è questione di un attimo, come levarsi un dentino di latte - dico, e con un rapido colpo di reni le immergo dentro tutto quanto il cazzo.
Mary-fik getta un urlo straziante: - Ooohhh! Buana! mi hai tutta sverginata!
Pop e Kul accorrono premurose, per consolarla e congratularsi. le accarezzano il viso e i capezzoli, le raccontano storielle allegre per distrarla, finché la sentono rilassata. Allora Pop dice: - Dai, Buana, attacca, adesso puoi chiavare tranquillo, il ritmo te lo do io - e infilatomi il nasino tra le natiche comincia a leccarmi le palle.
Non è facile far scorrere il pistone in un cilindro appena rettificato; dopo due o tre stantuffate si è bloccato nel punto morto superiore, le bronzine si sono fuse, il motore si è ingrippato e l'uggello si è messo a spruzzare come una fontana, in un coro di grida festose.
Dico: - c'è poco da rallegrarsi, maledizione!, non ho fatto in tempo a partire che già sono arrivato…
Dicono Pop e Kul: - Non ti crucciare, Buana, ci siamo noi, no? Stavolta prendiamo un treno delle ferrovie Meridionali.
Le guardo riconoscente, non so come farei senza di loro. Pop dice: - tu, adesso, sdraiati supino, Buana, e pensa a un prato fiorito di gigli, margherite e garofani; spengo tutte le luci, lascio soltanto il lumino blu, la penombra è riposante; ti preparo uno spuntino energetico, intanto che Kul rimette in sesto Fik… Guarda come l'hai ridotta, poverina, con il tuo grande Uccello, che il Signore te lo conservi, in un lago di sangue…
Le sento trafficare nel Bagno e in Cucina, rumore di pentole e di piatti, ruscellare d'acqua, frasi smozzicate, risolini, sospiri… Oh, le Fanciulle!, il mondo sarebbe un Giardino senza Fiori, se non ci fossero; la Vita è un Dono meraviglioso, dovremmo baciare mani e piedi ogni ora del giorno e della notte al Supremo Creatore; non mi stancherei mai di chiavare… A costo di mandare al Diavolo gli Impegni presi per domani col Piccolo Faraone, non siamo perfetti, affanculo il Dovere sono una Creatura debole anch'io, stanotte non mi addormento se prima non me ne sono fatte almeno tre per ciascuna.

 

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