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Con tutto il Rispetto dovutogli, il Piccolo Faraone è un gran Figlio di puttana. Ne sa una più del Diavolo.
Stasera mi ha convocato d'urgenza al Korinale, nel suo Gabinetto privato. Dice: - Senti, tu sai quanto mi stia a cuore la Felicità della nostra gente. Che cosa facciamo, noi? Certo, facciamo ogni cosa per il suo bene; ma puoi tu dire che cosa vogliano veramente i manovali? Tu dai zuccherini e magari desiderano strigliate...
Dico: - Il lavoro; che altro possono volere? E' il Bene più prezioso, e Grazie a Dio non gliene manca mai.
Scuote la testa: - D'accordo, il Principio è questo, ma dimentichi i dettagli: i modi e i tempi attraverso cui il Principio si svolge. Bisogna conoscere per capire. Comprendi?
Il piccolo Faraone rileva la mia perplessità - prende una scatola dalla scrivania, l'apre, mi offre un cigarillo dolce, dono dei nostri Grandi Alleati, poi schiaccia un bottone e si spalancano le ante dell'armadio a muro. Allibisco: è pieno zeppo di stracci. Sorride al mio stupore. Dice: - Adesso ti spiego. Ogni sabato sera mi travesto da manovale generico, e me ne vado in giro con loro, come uno di loro. Ascolto, osservo, imparo e registro tutto quanto. Stasera verrai con me.
- Un problema, travestirmi! Sono troppo fresco di Seminario, ancora in rodaggio per Missioni Speciali. Dico: che figura ci faccio, se mi scoprono? Ne va di mezzo il Prestigio delle Istituzioni.
Il suo travestimento è perfetto: il gesticolare cafone, la parlata triviale, tutto, anche l'odore - fregherebbe chiunque; se non sapessi, storcerei il naso per la puzza di pecora che emana. E' perfetto: si trova perfino a suo agio. Dico: - No, io non ce la faccio ...
- Non dire scemenze. Lascia fare a me, con qualche ritocco qua e là non ti riconoscerebbe neppure tua Madre Buonanima. Stai tranquillo, se non te la senti di aprir bocca, fingiti sordomuto; l'importante è che ti funzioni il Microregistratore; allarga un po’ le cosce che te lo applico ... Ne sentirai delle belle ... E togliti di dosso quel profumo: mica stiamo andando a puttane.
- Beh - dico io, - la foglia l'ho mangiata, Kapo: sempre a fottere, andiamo. Peccato, però: senza l'Acqua di Vulva Blu mi sento tutto aut.
L'osteria di Annika è piena di manovali di ogni risma, e sono appena le nove. Delle centoquarantasette che conta Iknusu, è la più frequentata; perché - dicono - la finestra ha i vetri e il locale si mantiene caldo, e poi perché il vino è meno annacquato. Annika non ha Figli, riversa i suoi Istinti Materni sui bevitori: non li perde d'occhio mai, pur stando sprofondata in una corbula nell'angolo in fondo, tra botticelle e decalitri. Ha la testa fasciata con un fazzolettone rosso, per evitare le infreddature; riempie i mezzi litri, raccoglie i Denari contandoli ed esaminandoli diligentemente prima di farli scivolare nel cassetto, prontamente richiuso a chiave.
- Né leggere né scrivere sa - dicono i manovali con una punta di invidia, - però i conti se li sa fare sì, malannata la colga! meglio di un Esattore delle Imposte.
Il Piccolo Faraone mi dà di gomito - che stia tranquillo: l'Apparecchio è già entrato in funzione, ne sento il solleticchio rotatorio microbobinico tra le palle. Rivolgo uno sguardo riconoscente al Superiore - è un ottimo metodo, formidabile; c'é davvero molto da imparare, altro che Libri di Testo fermi alle Società Carbonare!
Diventano loquaci e animosi appena varcano la soglia, al primo bicchiere alzano la cresta. Mostrano pure di avere propri gusti, non li avrei creduti capaci: chi centellina malvasia, chi tracanna nieddera.
Alcuni cantano in ottave. Tra questi, il più scalmanato è Konkoni Giuseppe fu Antioko, già schedato, un poco di buono, si vede dalla faccia. E' da un bel po’ che beve; è mezzo suonato; adesso risponde in versi alla frecciata di un altro suo degno compare che ha messo in dubbio la sua virilità: - L'uccello starnazza libero nelle brache sfondate del povero, leva la testa indomito al culo dei Padroni! - Il gruppo gli fa coro intorno: - Bin, bon, bohhh!
Questo è troppo! Mi volto a vedere le reazioni del Piccolo Faraone. Ride sgangheratamente, lui. Si immedesima troppo nella parte, mi pare. Che sangue ha, nelle vene?
I mezzi litri non stanno fermi un momento, facendo il ballo tondo. Partono pieni dalle mani di Annika e gira gira ritornano vuoti a lei, che, contati e incassati i Denari, li rimette in circolazione. Io e il Kapo stiamo trincando a sbaffo da oltre un'ora, e nessuno di quei sempliciotti se n'è accorto - mi pare una nota caratteriale sovversiva degna di Menzione nel Rapporto. Intanto, fingendo indifferenza, seguo le mosse sospette del pregiudicato Konkoni Giuseppe fu Antioko: i suoi compari lo trattano con riguardo eccessivo; ha i capelli più lunghi degli altri; ha i modi di fare del caporione. Adesso gli si sono stretti tutti intorno. Dicono: - Dai, forza, racconta quella del Faraone d'Egitto.
- Ci siamo - mi dico. Si è fatto silenzio.
- C'era una volta, e peccato che non ci sia più, un soldato richiamato in Servizio Permanente Effettivo, che faceva la guerra notte e giorno da oltre venti anni, senza mai vedere un Soldo, soltanto Medaglie al Valore. Seccato della faccenda, andò dal Faraone a lamentarsene. "Ti comprendo , Figliolo - vedi, ti chiamo Figliolo - la Patria ha bisogno di te per la Difesa dei suoi Sacri Confini; la Gloria, non ti dice niente, la Gloria? Con altre due o tre Medaglie al Valore, questi conteggi li farà a tempo debito il Competente Ministro, tu diventi un Eroe, capisci, un Eroe? Beate le Madri che hanno partorito Eroi! La Grandezza di una Nazione si misura ad Eroi. Che vuoi di più? Chi per la Patria muor vissuto è assai". Rispose il soldato: "Voglio la grana arretrata, la pensione, una donna, una casa e un letto". Il Faraone levò in segno di Giuramento il Sacro Uccello che teneva appollaiato in cima allo Scettro D'Oro: "L'avrai! - disse, - ma soltanto quando la Vittoria ci avrà baciato sulla fronte, quando i nemici della Patria saranno tutti definitivamente debellati e assoggettati". "Buonanotte! - disse il soldato, - ti saluto, e i nemici te li debelli tu". Il Faraone, che non se l'aspettava, ci rimase così tanto male che non fece neppure in tempo a chiamare le Guardie Zivil, per mettere al muro seduta stante il sacrilego. Non lo fece anche per ragioni politiche: il soldato non era solo, aveva convinto alle sue idee tutti i soldati, si erano messi d'accordo di prendere i piedi e di andarsene a fare gli Eremiti nel deserto, cacciando e mangiando leoni. La situazione era molto preoccupante. Il Faraone riunì la Corte, lo Stato Maggiore, lo Stregone e gli Esperti in Public Relation. Non potevano usare la maniera forte, decisero di usare quella psicologica. Tutti insieme, vestiti in Pompa Magna, col Cocchio Reale in testa, si avviarono di fretta per fermare il soldato, prima che varcasse la Frontiera del deserto. Lo raggiunsero sulla Linea Gialla Continua - meno male, giusto in tempo. "Ferma!" gridarono tutti a una voce, "ferma!". E il soldato si fermò. Il Faraone dall'alto del Cocchio allargò le braccia aprendo le falde del Mantello di Porpora e parlò per un'ora. Prima della Famiglia e dei Sacri Affetti; la Moglie e i Figli; poi della Società; l'Amicizia, la Dolce Lingua, i Poeti, i Navigatori e gli Eroi; infine della Patria; la Terra degli Avi baciata dal Sole, dal Mare e dagli Dei; il Dovere, la Grandezza del Servir tacendo. Il soldato ascoltò con grande attenzione e rispetto, perché stava ancora con un piede fuori dalla Linea di Confine; ma quando il Faraone ebbe finito di parlare, spostò indietro il piede, aprì leggermente le cosce, tirò fuori un bel cazzo, lo molleggiò sul palmo della mano e disse: "Dove c'è questo c’è Dio, Patria, Lavoro, Moglie e Figli!".
Finito il racconto - che mostrano di conoscere e memoria - sbottano a ridere come matti, allungandosi pacche l'un l'altro, rotolandosi scompisciati sul pavimento. Qualcuno aggiunge commenti osceni: - Chissà che pianto di chiappe, il Faraone, vedendosi volare l'uccello dalla mano! - Io dico che i Faraoni sono tutti finocchi, per questo si circondano di soldati.
Mi sono scolpito nella mente le facce dei due sovversivi, dal canto suo, il Kapo non finisce di stupirmi: ci si trova a suo bell'agio, lui; sembra addirittura che la gazzarra lo ecciti ... Che sia davvero frocio? ... Guarda guarda! e adesso, che fa? Si alza in piedi traballante con un mezzo litro di barbera preso al collo, se finge di essere ubriaco, accidenti!, finge bene. Dice: - Porca Eva, compagni!, va bene i Faraoni, ma dove li mettiamo quei fottitori di Stregoni!?
Risponde un vecchietto senza denti, che fischia la esse: - Tutti castrati, andrebbero!
Sto per tradirmi, i nervi sono saltati, devono essere saltati anche i Condensatori del Microregistratore; allungo una mano per acciuffare il vecchio bolscevico, ma il Piccolo Faraone è pronto ad allungarmi un calcio negli stinchi. Mi si piazza davanti gridando: - Compagni, abbasso gli Stregoni, viva la libertà! E a chi non grida in compagnia, l'uccello gli voli via! - Quei ribaldi non se lo fanno ripetere due volte...
Va bene, declino ogni Responsabilità; d'accordo: la Gerarchia; chi comanda è lui, in questo Settore; dice di stare al gioco, e io ci sto; dice di bere e io bevo. Alla fine mi gira la testa, ma resisto stoicamente e ascolto ... Parlano di Libertà, adesso; fanno le facce beate, socchiudono gli occhi eccitati, parlandone ... Ma che senso ha? Come possono essere liberi, gli uomini?, sono forse libere e uguali le spighe di uno stesso campo?, le pecore di uno stesso gregge? Gli uomini sono come le spighe di un campo, come le pecore di un gregge: soggetti alla Volontà, del Signore, come tutte le creature della terra...
La terra mi gira attorno; mi ritrovo fuori. L'aria fresca mi scuote, lentamente mi snebbia. Il Piccolo Faraone mi tiene a braccetto guidandomi per evitarmi le pozzanghere - o per farmele prendere: non capisco bene; canta a squarciagola canzoni oscene; si ferma a bussare e a dare pedate alle porte; riceve stoicamente le maledizioni e gli orinali che gli vuotano addosso dalle finestre dei solai. E' ridotto a un letamaio, si commuove, esclama: - Che misero, che vano il Fasto umano! - Bisogna ammetterlo: è senz'altro uomo di Spirito, il Kapo.
Secondo obiettivo della Missione: il Monumento ai Caduti, preso di mira dai disfattisti. La Sakra Lampada è al suo posto, nella Nicchia del Pilastro Granitico - arde diuturnamente con l'olio d'oliva Dono alla Patria dei manovali agricoli. Il sabato sera ci si siedono attorno, a smaltire il vino e a chiacchierare del tempo - così si dice: siamo qui per appurare.
Si sono stretti per farci posto. Il Piccolo Faraone lancia subito l'esca: - Dite ciò che volete, ma io questa Fiamma non la capisco proprio.
Un manovale pastore - ma che ci fa in mezzo ai manovali agricoli, quel bastardo? - abbocca e dice: - Io la capisco, sì; la mia donna ha fatto il conto di quante minestre si potrebbero condire, con quell'olio bruciato.
Si stanno sbilanciando. - Bella scoperta! - si sente una voce dalla parte in ombra. - Dille di fare il conto di quanti risotti si condiscono i Sottoprefetti, con l'olio che ci fottono.
Un terzo, invece di parlare, si alza, si sbottona le brache, si volta e prende a zampillare sulla Sara Lampada....
Il Piccolo Faraone mi afferra e mi trascina via: - Hai lo stomaco debole, maledizione! Che razza di frottole vi raccontano nei Seminari?
Finalmente a Casa. Non ne potevo più. Abbiamo rimesso gli stracci nell'armadio e poi mezz'ora sotto la doccia calda. Mi ci é voluto un intero flacone di Acqua di Vulva Blu per risentirmi okey. Dico: - Kapo, Missione compiuta! è tutto qui, registrato.
- Bene - dice lui fregandosi le mani, mettici un paio di Timbri e infilai nel tubo diretto all'Archivio di Stato.
Dico: - Possiamo cominciare gli arresti? Il consuntivo è buono: in base agli Articoli 69 e 313 ci scappano 27 fermi e 8 arresti: inoltre 12 denunce per vilipendio alle Istituzioni...
- Benedetto Figliolo, apprezzo il tuo zelo, ne terrò conto negli Assegni Integrativi ... ma che vuoi fare?, arrestarli tutti? ... E chi te la zappa la terra?... Capisco, quel Konkoni Giuseppe fu Antioko, non ti do torto; è un pezzo che lo tengo sott'occhio .... ma devi coglierlo con le mani nella miccia, capisci? Vuoi farne un Martire perché parla troppo quando ha bevuto? Aspetta, porta pazienza, ogni cosa a suo tempo: al primo Stock di bombe, la prima da sistemare è la sua.
La straordinaria esperienza mi ha stuzzicato l'appetito: è una piacevole sensazione, sedere davanti a un tavolo imbandito, e avere fame.

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