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Eludendo la sorveglianza delle Guardie Zivil, Klara Patz è penetrata nel cortile di Casa del Piccolo Faraone. Ha appiccato il fuoco alla legnaia e c'è salita sopra, agitando un cartello di protesta per il Kontratto con Mister John. Che cavolo c'entrasse lei, è un mistero.
Il Sakrista è corso al Kampanile del Tempio e si è attaccato alle Kampane, appena visto il chiarore dell'incendio levarsi come un Sole tra le case. La voce si è diffusa più veloce dei rintocchi, e la gente è corsa subito con forconi, barattoli e scope di palma.
Dormivo il Sonno dei Giusti. Una giornata campale, Riunione coi Sottoprefetti alla Difesa per delimitare i Confini delle Basi riservate ai nostri Grandi Alleati; prima le Fondamenta e dopo i muri. Ultimate le Postazioni, le Trincee, le Kasematte e tutto il resto, arriveranno le prime casse di Kokakola... Non ci volevano, questi rintocchi a martello. Pop e Kul sono saltate dal letto terrorizzate al forsennato picchiare alla porta: - Corri, Buana! le Istituzioni sono in pericolo! Un attentato alla Casa del Piccolo Faraone.
La legnaia arde crepitando, il fumo denso rossastro sale nel Cielo senza vento. Klara Patz si vede solo a tratti: urla parole incomprensibili con occhi spiritati, si contorce in una frenetica danza - alcuni giovani manovali dicono che è un rock di protesta; oscilla ora a destra ora a sinistra, saltella scuotendo ora le poppe ora le chiappe, disarticolata come un burattino.
Brucia soltanto la legnaia, per fortuna. Ce n'è rimasta ancora legna, sui monti: che vada tutta in malora!, presto avremo il Petrolio.
I pozzi sono pochi e lontani; l'acqua dei barattoli è come uno sputo sul rogo: soffia e sfriggola in una nube di vapore.
Le donne dell'Esercito della Karità hanno dato mano ai loro lunghi forconi, infilzano le fiamme grigie nel tentativo di roncigliarla e buttarla più. Chissà come ha potuto resistere così a lungo, danzando in quella bolgia: ancora si aggira, sventolando il cartello " Vaffanculo Mister John".
- L'Inferno l'ha partorita, l'Inferno se la riprenda - dicono le donne dell'Esercito di Karità rosse in faccia, continuando a forconare, pur senza convinzione, con le pertiche che bruciano anch'esse ...
Nessuno al Villaggio sa da dove sia piovuta Klara Patz. Non aveva documenti; le Guardie Zivil non sapevano che pesci prendere, ogni volta che l'arrestavano dovevano rilasciarla per mancanza di Generalità. E come se ciò non bastasse era stata dichiarata incapace di Intendere e di Volere dalla Kommissione Sanitaria.
Era ancora una fanciulla. Vagava tra i giunchi e i falaschi della palude, come un animale smarrito. Proprio come un animale era: non sapeva dire altro che "uh-uh" con la gola roca. Qualcuno sospettava che fosse evasa dall'Ospedale Psichiatrico.
L'aveva incontrata per primo un manovale pastore. Aveva preso dalla bisaccia una fetta di pane, che lei aveva divorato famelica accucciandosi. Poi, lui l'aveva portata dietro un cespuglio e le aveva sollevato la gonna. Klara Patz aveva visto il Sole ruotare come una girandola nell'azzurro sfocato e aveva sentito un peso duro premerla. Infine, la faccia dell'uomo ansimante le aveva nascosto il Sole. Prima di andarsene, le aveva messo in mano un'altra fetta di Pane, più grossa della prima, e l'aveva salutata con una carezza dolce sui capelli ricciuti. Lei era rimasta dietro il cespuglio, a dare morsi al Pane, a mugolare e a guardare abbacinata il ruotare del Sole.
Nel Villaggio, si era presto sparsa la voce di una cagna, figlia del Demonio lussurioso, che tentava i manovali, soli nei sentieri, apparendo improvvisa come un Fantasma tra le macchie del cisto, negli anfratti sui monti. Prendeva per mano gli uomini: diventavano deboli, a quel contatto. Saltava come una capra, scoprendosi il ventre impudica, mugolando "uh-uh" verso la bisaccia. Avuta la fetta di Pane, se era sazia la riponeva nella borsetta; poi si stendeva e si apriva, contando le Stelle: il riverbero della luce lunare sulle pareti di granito.
Nelle notti chiare di plenilunio, si era spinta fino ai margini del Villaggio. Frugava nei letamai e negli ovili. Le donne si segnavano, intravvedendola. E i manovali nascondevano la vergogna d'averla incontrata ... Eppure, nelle interminabili giornate trascorse solitarie tra Cielo e terra, quando è sollievo indicibile la nenia di un canto, senza neppure una Radiolina a Transistor, masticando Pane e formaggio, con la schiena appoggiata al tronco di un ulivo, provavano un che di dolce nel pensare di vedere apparire la sua testa arruffata, i suoi occhi spalancati, la sua bocca larga carnosa che non sapeva dire se non "uh-uh"; e mettevano da parte una grossa fetta di Pane e un pezzo di formaggio tagliato nel tenero ... Poi, la notte, davanti al Focolare, vedevano la sua immagine formarsi ondeggiante dalla cintola in su, Anima del Purgatorio. Recitavano un Atto di Kontrizione e promettevano Vittime in Olocausto e Rinunzie per placare l'ira del Santo Eunuko.
Klara Patz vagava da alcuni anni per le campagne e sui monti. Le Guardie Zivil la tenevano d'occhio, seguendo la pista del contrabbando dei ciclostilati. Nessuno sapeva dove riparasse il suo sonno nelle gelide notti d'inverno.
Per quasi tutto gennaio, aveva abitato una tettoia mezzo diroccata fuori del Villaggio, giù nella radura ai margini del ruscello. Si rintanava in quel buco, quando sui picchi di granito i Demoni giocavano a far rotolare valanghe luminose, e il maestrale soffiava scuotendo le imposte, la si sentiva uggiolare e ululare, quella strana creatura scaturita dalle viscere della terra per dannare gli uomini.
Quasi tutto il mese, era rimasta in quel covo. Fino a quando le donne scopersero la sparizione dei Pani e il furtivo uscire notturno dei ragazzi; andavano ad accoccolarsi accanto al Demonio, a turno, tra i sassi e le ortiche, dopo aver deposto ai suoi piedi il Pane Benedetto. Si erano passate la voce, le donne, ed erano corse armate di forconi, per strappare i loro ragazzi dalle grinfie pelose della Fattucchiera, ricacciarla sui monti. Avevano lasciato le Vergini tremanti a dire gli Scongiuri e a custodire le Culle, ed erano corse imprecando. - I ragazzi no, sono innocenti e puri; non sanno difendersi, loro; che ritorni all'Inferno che l'ha generata e cacata, quella Strega! - Qualcuna aveva staccato dal muro il quadro dell'Iperrettore, e lo brandiva alto agitandolo per atterrire il Maligno. Non erano riuscite ad agguantarla, correva a balzelloni come una capra, lasciandosi dietro una scia di zolfo, portandosi via tra le braccia e petto quanti più Pani aveva potuto. L'avevano rincorsa con sassi e urla per un lungo tratto, fino ai primi dirupi. Dopo rientrando, avevano dato fuoco alla tettoia.
Per molto tempo, non si era rivista. Neppure i manovali pastori, salendo ogni mattina a portare il latte dagli ovili coi bidoni nelle bisacce in groppa agli asini.
Ritornò col bel tempo, smagrita e cisposa, mugolando più aspro il suo "uh-uh".
I manovali le avevano presto perdonato l'abominio di aver violato l'Innocenza dei ragazzi; avevano dimenticato gli Scongiuri delle donne e gli, Ammonimenti delle Autorità; creature deboli, riprese dallo smarrimento della solitudine che fa il cuore duro come vetro e come vetro fragile e tagliente. Avevano ricominciato a conservare una larga fetta di Pane, anzi due, in fondo alla bisaccia, e ad attendere col batticuore il rauco "uh-uh" improvviso da dietro una siepe ...
Questa Storia l'ho raccolta in Ambiente bene informato. Me l'hanno confermata anche Pop e Kul. Ci avevo rimuginato a lungo, durante una veglia al tepore del camino, in una notte da Tregenda. Grandine e vento avevano pianto e urlato per le strade e sui tetti. Mi ero detto: - Anche un Diavolo - che il Signore mi perdoni, - se gli Angeli non osano mettere piede tra gli uomini, anche un Diavolo può talvolta addolcire la sconfinata pena di chi è solo: l'uomo è debole e vulnerabile alle tentazioni della carne.
Klara Patz è risprofondata nell'Inferno. I pali della legnaia hanno ceduto; fuoco e fiamme sono precipitati di schianto in un crepitante sfavillare di tizzoni che ha fatto indietreggiare tutti. L'incidente è chiuso. Non c'è Luogo a Procedere: l'estinzione del reo estingue il reato. Le Guardie Zivil dicono: - Circolare, circolare! - La gente ritorna alle loro case coi barattoli e i forconi inutili, senza darsi la buonanotte davanti agli usci. Capisco i sospiri di pena e di sollievo delle donne: pensano sgomente al mistero del Bene e del male. E capisco i manovali: non avranno ora altro che il mugolio della loro gola e la loro stessa mano, per sciogliersi ...
- Peccato, che fosse una bolscevica - dice Mary-pop. Certo: avrebbe potuto adempiere un Ruolo di Assistenza nella comunità, scaricare la tensione dei manovali ... Bisogna riconoscerlo, operano in una situazione non sempre facile, le zone impervie ... Le fette di Pane non le sarebbero mancate. Un mistero, per me: che cosa poteva fregargliene, a lei, della Politika Internazionale!? Forse vittima ignara, istigata da manovrieri senza scrupoli ... Più che mai sono convinto che i nostri Grandi Alleati sono Angeli del Signore, pronti a spiccare il volo su questa povera terra e a consolare gli afflitti. Beato sia il giorno, in cui avremo anche noi le Assistenti Sessuali Svedesi!

 

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