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Indice articoli


8. Cresce il movimento di rivolta popolare contro gli yankee

Il 1977 si apre con una "nuova raffica di attentati" contro gli americani a Olbia, Palau, Santa Teresa. «Sei automobili di militari americani sono state date alle fiamme la notte di capodanno… A Olbia si è cercato di distruggere un ufficio della NATO con un rudimentale ordigno che soltanto per caso non è esploso». (L'Unione Sarda).

Per la verità: l'ordigno non è esploso "per un caso" ma perché era "rudimentale".

10 febbraio. “Tutto Quotidiano” fa il punto «sulla presenza statunitense nell'isola dell'arcipelago a quattro anni dall'insediamento della base d'appoggio per i sommergibili atomici. Esagerati i timori di disordini, la droga non scorre a fiumi, il turismo non langue (ma neppure progredisce). Ma resta la grande paura dell'inquinamento».

A fugare la paura della morte al cobalto, pensano le autorità con i loro incessanti comunicati tranquillanti. Contemporaneamente bisogna sollevare un gran polverone, strumentalizzando il terrorismo antiamericano. I politici locali e regionali ricevono ordine di mettersi alla testa dei malumori popolari, fare la grinta sardista, minacciare anche, se è il caso. Tanto è un gioco controllato. Così la gente si calma e si riaddormenta, lasciando fare alla rappresentanza democratica che ha ricevuto la delega dell'incazzatura.
9 marzo. I delegati dell'opposizione comunista di La Maddalena inviano una "dura" lettera al presidente dell'amministrazione provinciale per sapere "con urgenza" a che punto sono i lavori per l'installazione del laboratorio di analisi per il controllo della "eventuale" radioattività nell'arcipelago. A un anno dalla sua progettazione, ancora non se ne sa nulla: che sia nato mongoloide?

L'11 giugno, risposta con buona notizia: «Dal laboratorio di fisica… avviate le indagini… costituisce il primo intervento delle autorità sanitari nazionali, regionali, provinciali e comunali…» (La Nuova Sardegna.).

La montagna ha partorito il topolino. Comunque, il motore si è messo in moto; purtroppo, c'è da scommetterci, si spegnerà dopo i primi giri.
Dal 15 maggio inizia una campagna di "dura" denuncia della crisi che attanaglia l'economia della zona baciata dal dollaro. «Grave la situazione… in crisi per mancanza di combustibile» (L'Unione Sarda). Può apparire paradossale, con tutto il combustibile nucleare» a portata di mano.
La presenza degli yankee nelle cittadine che gravitano intorno alla base atomica, ha portato alle stelle i fitti: il costo di un appartamento va da 200 a 500 mila lire al mese. E capita anche che i signori americani non paghino il fitto o se la filino alla portoghese.
Intanto, i vecchi pensionati, ex dipendenti della marina, che in passato godevano di fitti privilegiati in abitazioni erariali, vengono sfrattati con i carabinieri (21 giugno). Si muove l'opposizione socialista.

«…l'assessore anziano Tamponi… dovendosi recare a Roma… solleciterà al ministero della difesa un intervento ufficiale…» (La Nuova Sardegna).

Il ministro si è "mostrato disponibile a bloccare gli sfratti", ma non li ha bloccati. Pare che la questione non fosse di sua competenza. La divisione delle competenze è stata inventata apposta per ciurlare nel manico.

Si sussegue l'ondata di "dure" denunce: «Timori per la stagione turistica - La Maddalena in crisi perché manca l'acqua» (L'Unione Sarda 25 giugno). «La presenza di americani provoca il rialzo dei costi. Gli affitti a prezzi astronomici a L.M. e Santa Teresa» (L'Unione Sarda 30 luglio). «La popolazione è stanca delle lotte al potere. La Maddalena pretende di essere amministrata. Una crisi deleteria. Il flagello americano…» (La Nuova Sardegna 30 luglio). «Il sindaco ha informato ufficialmente (il prefetto) della grave situazione. Del problema delle case si occuperà il prefetto». Meno male, se ne occupa lui siamo a cavallo! - esclama la gente. «La mancanza di alloggi - afferma Canopoli - è da attribuirsi alla presenza degli americani» (La Nuova Sardegna 31 luglio). La scoperta del sindaco Canopoli merita il premio Nobel per la perspicacia.

I radicali preparano un'altra marcia antimilitarista a L.M.. La notizia è del 31 luglio, confermata il 4 agosto, in cui si precisa che «sarà guidata da Pannella». La marcia, stando a notizie ufficiose, dovrebbe tenersi il 13 agosto.
2 agosto. «Lanciato da un gruppo di ecologi un appello per salvare le coste della Gallura» (L'Unione Sarda). Per salvarle dall'inquinamento non bisogna smantellarle e rispedire al mittente la base nucleare, ma educare i galluresi ad amare la natura, a non lasciare rifiuti nelle spiagge e a non fare pipì nel mare.
13 agosto. Divampa la polemica sugli alloggi erariali, tra pensionati e amministratori.
14 agosto. Smesso di giocare a carte e dar calci al pallone, l'ARCI-UIPS prende posizione:
«Meno servitù e più alloggi. L'organizzazione (del PCI) è scesa in campo con un volantino: chiede alla amministrazione di battersi contro ogni forma di speculazione». (La Nuova Sardegna).

Premuti da ogni parte, gli amministratori si risvegliano. Facendosi portavoce dei malumori popolari, vestono elmo e corazza e scendono in campo aperto.

16 luglio. «La Maddalena: decisa presa di posizione del sindaco: gli americani devono restituirci gli alloggi». (La Nuova Sardegna).

17 luglio. «L'avvocato Canopoli si è avventurato su un terreno minato. La Maddalena ha finalmente un sindaco che non ha paura. L'intervento del primo cittadino dell'isola smitizza una volta per sempre quelle che sono state le allucinazioni che hanno caratterizzato un certo periodo» (La Nuova Sardegna).

Il periodo cui si riferisce l'articolo è quello precedente in cui gli amministratori, "allucinati" dal dollaro, hanno accettato la base atomica e «hanno trascinato per troppi anni - dice il testo - l'amministrazione… sull'orlo della bancarotta».

2 agosto. Il combattimento infuria. «Le popolazioni della Gallura non intendono più aspettare: vogliono case e lavoro. SIGNOR PRIMO MINISTRO! LE CAMBIALI SI PAGANO! La contropartita promessa da Andreotti, allora ministro della difesa, per l'aggravio delle servitù militari non si è mai vista. Il sindaco Canopoli si incontrerà in mattinata col prefetto di Sassari». (La Nuova Sardegna). A lui presenterà le doglianze per quel bugiardone di Andreotti.

31 agosto. Scende in campo anche il sindaco di Arzachena, per protestare contro l'esclusione del suo paese dai finanziamenti per l'edilizia: «Carente il settore abitativo - si scopre anche lì - per l'aumento di popolazione dovuto alla presenza di numerosi cittadini americani». (La Nuova Sardegna).

7 agosto. Una occasione d'oro. «Il ministro Cossiga in vacanza a La Maddalena». Prende alloggio al Villaggio Piras, nella villa Sanguinetti «dove il questore ha già disposto un discreto ma continuo servizio di vigilanza», a un tiro di schioppo dalla base nucleare. Gli amministratori, ormai del tutto svegli, non si lasciano sfuggire l'occasione di mostrare all'elettorato il loro spirito contestativo. «Onorevole, se permette vorremmo disturbarla» - dice per loro il quotidiano La Nuova Sardegna. Garbatamente si avverte il Kossiga che la collettività si attende da lui «una ennesima (sic!) e autorevole prova che il governo vuole la rinascita effettiva della zona». Quindi, preso il coraggio a due mani, si sventola il ricattino: «O preferisce il ministro Cossiga che la popolazione si scanni, credendo ai santoni che predicano la non-violenza, portando di fatto la base a una pericolosa tensione?»

I santoni della non-violenza - come è facile capire - sono i radicali guidati da Pannella, i quali dovrebbero arrivare a giorni per «portare di fatto la base nucleare a una pericolosa tensione» che, con tutto il deterrente nucleare, darebbe luogo a un grosso scoppio.
Non si è più parlato dell'inquinamento atomico, neppure un accenno alle "preoccupazioni", ai "dubbi", agli "allarmi", ai "timori" di cui erano pieni le cronache negli anni 74-75. Ma ecco, il 23 agosto, si apprende che alla televisione è stata denunciata «la presenza di materiale radioattivo nelle acque dell'arcipelago». «Con l'atomica non si scherza» - replica la Nuova Sardegna - la notizia «esige un immediato chiarimento da parte del governo».
In quei giorni la base viene riconfermata fino al 1980 (altre fonti correggono 1982). Insieme a questa notizia, data dai radicali durante la manifestazione pacifista a L.M., la popolazione viene a sapere che dai rilievi fatti dal CNEN (tenuti segreti) risulta che l'arcipelago è fortemente contaminato di radioattività.

3 settembre. «Da martedì prossimo, in forma ufficiale il ministro Lattanzio visita La Madddalena. Il responsabile della Difesa dovrà esaminare i problemi della città che, con grave rischio dei suoi abitanti, ospita le navi della base americana da cui proverrebbero i maggiori pericoli di inquinamento atomico» (La Nuova Sardegna).

7 settembre. «Dichiarazioni del ministro Lattanzio in visita ufficiale. L'arcipelago fulcro della difesa del paese. La Maddalena esce dall'isolamento». (La Nuova Sardegna). «In Sardegna il ministro della Difesa. Discusse con Lattanzio le servitù militari. Sollecitata la sdemanializzazione di parte dei territori occupati». (L'Unione Sarda). «Il ministro della Difesa a Capo Teulada, Perdasdefogu e La Maddalena. Lattanzio promette alloggi ai dipendenti della FF.AA.. Nei colloqui di oggi si parlerà della Marina italiana, ma anche e soprattutto della base americana e dei problemi di inquinamento che comporta». (Tutto Quotidiano).

I contenuti espressi nei titoli riportati sono "vagheggiamenti": non hanno alcuna rispondenza nella realtà dei fatti: Lattanzio è venuto in Sardegna per visitare le basi NATO, non per ascoltare lamentele sulle servitù militari.

Infatti, il giorno dopo, l'8 settembre, «Si conclude tra le polemiche il viaggio del ministro della Difesa. Lattanzio ignora la Regione: protesta il presidente Soddu. Il capo dell'esecutivo ha inviato all'esponente del governo un messaggio nel quale esprime "disappunto per la mancata consultazione" sull'annoso problema delle servitù». (L'Unione Sarda).

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