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H) - L'Isola di Tavolara

Superficie, oltre 600 ettari. Base di sommergibili nucleari dotati di missili atomici. Centro di addestramento al tiro e zona di manovre di sbarco per i marines della VI flotta. Impianti radio a lungo raggio.

L'occupazione militare di Tavolara inizia nel 1961, quando il demanio marittimo decide l'esproprio versando ai conti Marzano (i maggiori proprietari dell'isola) la somma di 54 milioni di lire (contro il mezzo miliardo che gli stessi Marzano ebbero in offerta da operatori turistici internazionali). L'operazione di svendita all'imperialismo USA viene consolidata con un decreto del prefetto di Sassari (n. 4 del 23.10.'61) che dispone "la requisizione, l'esproprio e l'occupazione immediata a fini militari dell'intera isola di Tavolara, in conformità del decreto presidenziale del 30.12.'60 ed il relativo provvedimento del ministro della difesa del 4.9.'61".
"L'esproprio di Tavolara per esigenze militari segna la fine del turismo internazionale in Sardegna", scrive Sassari Sera.
D'altro canto, tra operatori economici e operatori militari, come tra membri della stessa cosca mafiosa, si trova sempre un accordo. Si ha notizia di una visita, nell'estate del '61, del figlio dell'ambasciatore Attolico, funzionario della NATO a Ginevra. Costui, indirizzato dal barone Franchetti per accaparrarsi una fetta di costa sarda, attraversando la litoranea Siniscola-Olbia in compagnia di Bettina, fidanzata di Alì Kan, disse di Tavolara: "…è invendibile, bellissima, ma servirà alla NATO per farci una base atomica"; e forte delle informazioni in suo possesso, acquista a debita distanza un "pezzetto" di costa di 50 ettari. (Da Sassari Sera - ottobre '61).
Tutti sanno che Tavolara diventerà una base atomica degli USA. Gli stessi padroni di Tavolara, i conti Marzano, dimostrano di saperlo, quando con una lettera al ministro della difesa gli propongono di scambiare Tavolara (già inserita in una piano di valorizzazione turistica) con altra zona, Monte Albo, più a sud, in provincia di Nuoro. Monte Albo - scrivono i Marzano - è più vasto di Tavolara e si presta meglio a esigenze militari in quanto "possiede nel suo interno grotte di ampiezza grandiose lunghe parecchi chilometri adatte a qualsiasi opera di difesa anche atomica".
L'unico a non saperne nulla è Andreotti. A tutte le interrogazioni parlamentari, risponde imperterrito che a Tavolara si sta lavorando soltanto per l'installazione di un impianto radio per le comunicazioni a lungo raggio".
I radicali accusano Andreotti di mendacio. In una corrispondenza da Parigi del 23.9.63 su Agenzia Radicale si dà notizia della costruzione già in atto di una delle tre basi per sommergibili armati di Polaris, precisamente a Tavolara, nel golfo di Olbia, in Sardegna.
Un mese dopo, in ottobre, interrogazioni del comunista Velio Spano. Andreotti ripete la storiella dell'antenna radio.
I radicali ripartono all'attacco, pubblicando documenti che, in altro paese, avrebbero bruciato irrimediabilmente dieci ministri Andreotti. Per una semplice "antenna radio" il ministro della difesa ha:

1 - pagato 328 milioni per espropriare le proprietà private dell'isola di Tavolata (600 ettari);
2 - incaricato la ditta Astaldi di scandagliare per settimane con mezzi tecnici rilevanti, sommozzatori e imbarcazioni di appoggio su cui si trovano tecnici altamente qualificati; la roccia sottomarina dell'intera isola di Tavolara (il cui versante est - come è noto - si erge su fossa marina di oltre 200 metri);
3 - effettuato studi per oltre un anno, come dimostrano, tra l'altro, i grandi disegni ancora oggi visibili sulla roccia a livello del mare e sotto il livello del mare, che unanimemente i tecnici dichiarano poter essere corrispondenti a progetti di scavi di caverne".

A 15 anni di distanza, possiamo dire che da almeno dieci anni, nelle viscere di Tavolara esiste un rifugio a prova di ritorsione atomica per gli Hunter Killer made in USA, che ai vecchi Polaris hanno sostituito i MIRV, missili intercontinentali a testata nucleare multipla.

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