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L) - Barbagie - Pratosardo - Pratobello

Barbagie: zone imprecisate, area di esercitazioni al lancio di truppe speciali di paracadutate.
Pratosardo (tra Nuoro e Orgosolo). Polveriera dell'esercito e comando artiglieria con sede di specialisti artificieri.
Pratobello (Orgosolo). Poligono di tiro per unità di artiglieria dell'esercito. Area occupata, circa 12.000 ettari. SMANTELLATA A FUROR DI POPOLO.

Barbagie. Già all'inizio degli anni '60 gli abitanti di quei paesi parlano di utilizzazione dei loro monti da parte di "corpi non precisati" dell'esercito in operazioni di lancio con il paracadute. Una conferma ufficiale a queste voci viene nel 1964 a seguito di due avvenimenti.
Il primo, relativo a 50 paracadutisti lanciati in zone impervie delle Barbagie per compiervi "misteriose" esercitazioni belliche, e a 30 di essi smarritisi. Soltanto dopo giorni e giorni di affannosa battuta di carabinieri e baschi blù, i malcapitati vengono rintracciati e condotti a salvamento.
Il secondo, relativo alla polemica (con reciproco sputtanamento) tra il De Lorenzo (capo di stato maggiore della difesa) e l'Aloja (capo di stato maggiore dell'esercito). Si venne così a sapere che il generale Aloja organizzava a Civitavecchia certi suoi corsi "dell'ardimento", dove allievi speciali di fede fascista si allenavano nella tecnica dell'antiguerriglia (ovvero della repressione popolare). L'istruttore capo, era, ovviamente, tedesco, un maggiore della Bundesweher, già ufficiale della Wehrmacht durante il nazismo. Fra le esercitazioni previste nei corsi di ardimento erano previste "prove di sopravvivenza" in zone impervie e desertiche. Tali prove consistevano nel paracadutare gli allievi nelle Barbagie con una quantità limitatissima di cibaria - dovevano imparare a cavarsela per almeno dieci giorni rosicchiando ciò che di commestibile poteva offrire la natura del luogo.

«Queste prove di sopravvivenza, poi, erano di stretta derivazione americana: vengono infatti praticate dai berretti verdi a Fort Bragg e i rangers che hanno catturato e ucciso Che Guevara erano appunto usciti da quei corsi antiguerriglia…" (NEW KENT maggio '70).

Indipendentemente dall'uso specifico dei reparti speciali antiguerriglia, nelle Barbagie c'è la continua massiccia presenza di polizia, carabinieri e corpi militari specialisti nella repressione popolare i quali compiono frequenti esercitazioni pratiche, con rastrellamenti, battute e perquisizioni che coinvolgono interi paesi, ritenuti pregiudicati, come Orgosolo, Orune, Mamoiada, Bitti, Fonni.

Pratosardo. La base di specialisti artificieri, la polveriera e il comando artiglieria occupano nel complesso una vasta superficie tra Nuoro e Orgosolo. Non ne conosco i dati. Si tratta di pascoli sottratti alla economia pastorale orgolese: una sorta di punizione per la tradizionale "resistenza" della comunità all'invasione continentale. Si comprende quanto questa servitù militare sia odiata dai pastori orgolesi costretti a cercarsi pascoli lontano dal loro paese e dalle famiglie.

Pratobello. In questa località sono situati i migliori pascoli di Orgosolo, in maggior parte di proprietà comunale. Nel giugno del 1969 il ministro della difesa decide di espropriare i pascoli di Pratobello per insediarvi un poligono di tiro permanente per artiglieria e una base di acquartieramento di contingenti dell'esercito.
La decisione è chiaramente provocatoria: la popolazione di Orgosolo è da oltre un anno in agitazione per liberarsi dalla oppressione coloniale e poliziesca. Gli orgolesi insorgono in massa. Tutta la popolazione, dal più piccolo al più vecchio abbandonano il paese e occupano il territorio che i militari hanno invaso, dove stanno per iniziare le esercitazioni di tiro. Con la loro presenza fisica impediscono le esercitazioni a fuoco.
Sono noti i drammatici momenti della lotta popolare antimilitarista di Orgosolo: i 4.000 abitanti fanno fronte disarmati ai contingenti dell'esercito, alle centinaia di carabinieri, poliziotti e baschi blu inviati per spazzare via la "marmaglia".
Le esercitazioni non verranno fatte. Il ministero dovrà rimangiarsi la criminosa decisione. I generali ne escono scornati. Gli appelli patriottardi della stampa padronale e i tentativi accomodanti messi in atto dal PCI non sono riusciti a scalfire la volontà popolare di lotta.
Questo esempio - ripreso dalla popolazione di Cabras nel '76 - dimostra che non attraverso formule parlamentaristiche o denunce giudiziarie, non attraverso rappresentanze politiche o altre forme di deleghe è possibile difendere la nostra terra dalla rapina del militarismo; ma soltanto con la presa di coscienza e la sollevazione del popolo, con la presenza di tutte le componenti sociali che si riconoscono in una stessa cultura, unite contro lo stesso nemico.

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