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Indice articoli


4. In attesa di mister John

1973. All'inizio dell'anno fervono i lavori per ultimare le opere portuali di rifinitura degli appartamenti. Intanto sono già sbarcati i marinai della Charleston, ormeggiata a Santo Stefano. La Fulton prima la Charleston dopo hanno assolto il compito di mettere a punto le opere di mare e di terra necessarie per l'attracco fisso della mastodontica Howard S. Gilmore.
Il contratto di cessione della base di La Maddalena agli USA è quinquennale, e come nei comuni contratti di locazione allo scadere si intende rinnovato tacitamente per altri cinque anni, salvo disdetta. Approssimativamente, il contratto ha avuto inizio nel luglio del '72; è scaduto nel '77 e attualmente è valido fino all'82. Pertanto le periodiche richieste al governo di smantellare la base USA - fatte nei momenti di tensione popolare dai vari amministratori locali e regionali - non hanno fondamento giuridico e servono unicamente a dare fumo negli occhi.
Le cronache di questi mesi non parlano che di abitazioni, di crisi degli alloggi, di progetti urbanistici, di stanziamenti richiesti, di appalti e traffici di imprese edilizie.

20 gennaio. «Difficoltà per molte famiglie. Crisi di alloggi a La Maddalena. Sarebbe opportuno per gli organi competenti esaminare la possibilità di costruire case a basso prezzo. Questa crisi si va ora accrescendo con l'arrivo di famiglie di americani, i quali da parte loro sembra stiano interessando degli operatori economici per la costruzione di circa 300 alloggi che dovrebbero soddisfare le loro esigenze».

31 gennaio. «Necessari 350 nuovi appartamenti. Crisi a La Maddalena nel settore edilizio. Per ospitare gli americani che giungeranno nell'isola bisognerà costruire una serie di nuove palazzine. Il problema è stato discusso in una riunione… La riunione è stata tenuta nei locali del circolo marinai… oltre alle autorità militari italiane… erano presenti l'ammiraglio Charbonnet e il comandante Crockett della marina militare degli Stati Uniti d'America, nonché una cinquantina di operatori economici giunti da varie parti. L'ammiraglio Charbonnet ha esordito ringraziando il governo italiano e la marina militare italiana… "gentilissimi nel farci diventare parte integrante della NATO permettendoci di mantenere a Santo Stefano alcuni sommergibili ed inoltre una nave appoggio che arriverà tra un paio di mesi". Con la nave appoggio giungeranno nel tempo anche le famiglie dell'equipaggio. Allo scopo di curare gli interessi di questi familiari c'è l'urgente necessità di reperire alloggi…».

1 marzo. «Su un'area di 46 ettari sorgerà a La Maddalena un complesso turistico. Il piano di lottizzazione… è stato presentato al comune per l'approvazione».

20 marzo. «Concessi dalla Cassa per il Mezzogiorno 600 milioni per La Maddalena. La somma sarà utilizzata per migliorare la ricettività nel villaggio turistico di Punta Cannone».

L'ammiraglio in colonia ordina e i lacché indigeni si danno da fare. Sorgono a tempo di record ville e quartieri residenziali per ospitare i padroni yankee - in una regione dove c'è tanta gente che vive in baracche e fortini, dove non esistono scuole e ospedali, dove non si conosce ancora l'uso del cesso.
6 aprile. La stampa padronale in orgasmo scrive che già dall'alba la popolazione maddalenina trepidante si riversa con binocoli e cannocchiali sulle spiagge e sulle banchine in attesa di veder spuntare all'orizzonte la nave-base nucleare Gilmore.

«L'unità che è al comando del capitano di vascello Bryan è lunga 170 metri…» Oltre l'equipaggio, «vi sono 26 specialisti (sic!), 10 donne (assistenti sessuali? -nda) delle quali una baby-sitter e 14 bambini… A La Maddalena intanto è stato costituito il Naval Support Office che comandato dal capitano di fregata Wills con 15 persone, ufficio che si occupa della sistemazione logistica delle famiglie…».

Una nota romantica diramata dalle agenzie di stampa a poche ore dall'arrivo della base nucleare galleggiante:

«Sulla Gilmore è imbarcato un ex marinaio della Fulton che ha chiesto e ottenuto dai suoi superiori di poter ritornare a La Maddalena perché innamorato della città e dei suoi ospitali abitanti».

Alle 9,15, puntualissima, «l'unità ha gettato le ancore al pontile di Santo Stefano… L'arrivo non ha provocato particolari reazioni. Subito dopo il comandante della nave, capitano di vascello Gordon Bryan ha tenuto una breve conferenza stampa durante la quale ha precisato che la Gilmore non ha turbine nucleari e che quindi non c'è alcuna possibilità di contaminazione delle acque dell'arcipelago, come non rappresentano alcun pericolo i sommergibili che giungeranno a La Maddalena per i normali rifornimenti».

7 luglio. «Appaltati i lavori a La Maddalena. Le case per gli americani saranno pronte in primavera. Le abitazioni nelle quali verranno alloggiati i militari statunitensi con le loro famiglie costeranno complessivamente 7 miliardi. Creeranno un nuovo rione… La notizia è stata accolta in paese con comprensibile soddisfazione, giacché oltre a risolvere il problema della disoccupazione, la costruzione dei nuovi alloggi potrà portare ad una diminuzione dei prezzi degli affitti in città, che in questi ultimi tempi avevano raggiunto delle punte vertiginose e molti giovani dell'isola avevano dovuto addirittura rinviare le nozze per l'impossibilità di trovare un appartamento dove andare ad abitare. I militari americani e le loro famiglie oltre che a La Maddalena hanno trovato sistemazione pagando affitti alti anche negli altri centri della Gallura ed in particolare a Palau, Arzachena e Santa Teresa…» (L'Unione S.).

Giungono le prime delusioni. La gente si rende ormai conto di essere caduta nel tranello della vecchia truffa della consorteria (militari, politici, stampa di disinformazione): promettere mari e monti alla popolazione perché accetti l'insediamento bellico, poi rimangiarsi le promesse. Come per i poligoni missilistici del Salto di Quirra, per il CAUC di Teulada, per l'aeroporto NATO di Decimo così anche per La Maddalena gli stessi quotidiani che si sono prestati ai falsi e alle truffe cominciano ad ammettere che "la massiccia presenza degli americani non ha portato nell'isola quel movimenti di affari che la popolazione si attendeva".
Si noti il discorso puttanesco: "che la popolazione si attendeva", e non invece "che i militari, i politici e i giornalisti loro tirapiedi avevano garantito", dando del sovversivo a chi osava dubitare delle loro false promesse.
I padroni del sistema, attraverso i loro canali di deformazione della verità, sostengono l'utilità per le popolazioni sarde di avere in casa molti soldati e molte armi. Durante la sollevazione orgolese dell'estate 1969 la stampa padronale si levò scandalizzata chiedendosi come potesse una comunità dare un calcio a tanta fortuna:

«Le autorità militari hanno inteso, scegliendo la zona di Pratobello quale meta di un campo estivo (leggi: poligoni di tiro con artiglieria -nda) instaurare o meglio cercare di instaurare dei rapporti prima di tutto umani, contemporaneamente si è fatto il tentativo di agevolare l'economia di quei paesi, oltre all'apporto notevole che ne può derivare sotto il profilo del costume e dell'etica sociale» (L'Unione Sarda 22.6.69).

Questa tesi fa il paio con quella sostenuta dai Krupp e dai loro tirapiedi durante la prima carneficina mondiale, che tentava di convincere i lavoratori a fare la guerra, decantando la salubrità del clima in trincea rispetto a quello mefitico delle fabbriche. Questo uno stralcio esemplare, tratto da un giornale tedesco dell'epoca:

«Come respireranno infine centinaia di migliaia di operai quando saremo in guerra! A casa, nelle buie fabbriche, i cui cortili sono pieni di fumi appestati, forse in una fabbrica in cui l'avvelenamento da piombo è cronico, in un'industria di colori, ove il verde e il giallo di tutto un anno non si lavano più via dalla pelle, con il fracasso delle macchine e dei martelli, dove il baccano impedisce di scambiare due parole, o infine in quelle fabbriche dove l'individuo è trasformato in macchina, svolgendo giorno per giorno un lavoro infinitamente monotono e deprimente, lì l'operaio rischia di morire, lì il suo ego si raggrinzisce… Ora queste persone vedono invece per tutto il giorno la luce. Hanno sole e aria, marciano per prati e monti, per campi e boschi, marciano pieni di aria vivificante e dormono all'aperto… In questo periodo le nuove impressioni possono penetrare senza ostacolo nell'animo. Dintorni pieni di colori, paesaggi sconosciuti, nuovi uomini con nuove lingue e con colorati e insoliti vestiti - tutto ciò affolla, riempie l'animo del povero operaio! egli ridiventa uomo, può ridiventarlo» (Da Nuw Kent - maggio 1970).

Dire che i militari americani - così come prima di loro i militari italiani, canadesi e tedeschi - anziché benessere economico e apporti culturali hanno portato e diffuso corruzione e criminalità, è dimostrato dai fatti.
Non si tratta di razzismo alla rovescia: noi Sardi abbiamo un grande rispetto per i popoli degli altri paesi - tanto è vero che mai ci siamo sognati di invadere le loro terre e di assoggettarli alle nostre ambizioni di potenza.
Il fenomeno di diffusione di corruzione e di criminalità è correlato ed è sempre conseguente a uno stato di occupazione militare, sia che si tratti di truppe "alleate" o "nemiche". Il fenomeno, deriva, più in particolare, dalla situazione privilegiata economica e giuridica della società militare occupante nei confronti della società civile occupata. Per fare un esempio corrente, il privilegio degli occupanti militari di poter acquistare a prezzi ridottissimi numerosi generi di largo consumo (benzina, sigarette, liquori, eccetera) ha dato luogo a un vasto traffico di contrabbando che si traduce in un nuovo flusso di denaro a favore dei militari.
Sta di fatto che "la via della droga" passa attraverso i militari americani e della NATO, e costituisce per il nostro popolo un nuovo elemento di disgregazione e abbrutimento fisico e morale che gli viene dalla "peste militare". E non parliamo della prostituzione a tutti i livelli, da viale Colombo al palazzo della regione...

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