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6. Continuano le indagini: nascono i primi “mostri al cobalto”.

La notizia verrà tenuta nascosta, se ne parlerà nel '76, secondo i programmi informativi predisposti dal sistema.


Il 1975 è un altro anno di mistificazioni: evocando le forze magiche della scienza, generali e ministri esorcizzano il maligno atomico.

7 gennaio. «I tecnici della commissione di inchiesta a L.M. impianteranno un laboratorio per valutare l'inquinamento. Nominati dall'assessore all'ecologia tre consulenti in grado di valutare la presenza di pericoli radioattivi nelle acque dell'isola. Controlli a Santo Stefano».

Ciò che nel titolo viene dato per certo, nel testo si ridimensiona a progetto da realizzare:

«Un laboratorio di igiene… verrà realizzato al più presto… La data d'inizio dell'attività verrà fissata a breve scadenza dalla commissione di indagine ministeriale e dalla regione sarda, dalla amministrazione di L.M. e dalla provincia di Sassari…»
Come si legge, una "supercommissione" composta da un sacco di gente. Al momento esiste soltanto la commissione di nomina ministeriale, che è già al lavoro - si dice - da otto mesi; ai membri di questa si aggiungeranno tre esperti della regione, più i rappresentanti dei comuni interessati e della amministrazione provinciale. Il sindaco Deligia, che c'entra d'ufficio, rilascia dichiarazioni entusiastiche:

«Quotidianamente i campioni affluiranno al laboratorio dove verranno eseguite le analisi. Si potrà avere così istantaneamente il polso della situazione e, quindi, in caso di pericolo, sarà possibile operare gli interventi necessari…»

Si profila il solito lucroso affare. In Italia, normalmente, le commissioni di qualunque genere di indagine sono carrozzoni di sottogoverno che costano un occhio della testa al contribuente. Lo si deduce anche dal finale del documento che sto riportando:

«Ovviamente sarà anche varato un piano finanziario per le spese di impianto e di assunzione di tutti quei tecnici e collaboratori di cui il Centro avrà necessità. Soltanto a queste condizioni, infatti, la salute dei maddalenini e di gran parte dei sardi potrà essere controllata e difesa».

A metà gennaio, nella pace al cobalto una parentesi bellica:

«In vista di una eventuale guerra per il petrolio», i marines della VI flotta «si esercitano in Sardegna per sbarchi in Medio-oriente». «Oltre 2.000 marines americani hanno preso parte nei giorni scorsi ad una massiccia operazione anfibia svoltasi al largo delle coste della Sardegna in una zona che non è stata precisata, ma che potrebbe essere Capo Teulada, un tratto di mare dove anche in passato si sono svolte importanti manovre. L'esercitazione di sbarco degli specialisti dell'esercito statunitense, già impiegati durante la fase più calda del conflitto in Vietnam, è avvenuta - secondo quanto si è appreso - più o meno in coincidenza con le allarmanti dichiarazioni del segretario di stato Kissinger che nei giorni scorsi aveva parlato della possibilità, seppure remota, di una invasione armata dei paesi produttori di petrolio per garantire i necessari rifornimenti del prezioso oro nero al mondo industrializzato… La notizia delle manovre militari svoltesi al largo della Sardegna è trapelata attraverso la corrispondenza da Parigi del giornale americano Washington Star News… Già il mese scorso la Sardegna, nella quale trovano ospitalità alcune importanti basi della NATO, era stata al centro delle attenzioni degli esperti militari di alcuni paesi e tra questi gli arabi.
Secondo quanto riferisce in un ampio servizio un settimanale milanese, dalle basi aeree della Sardegna si sarebbero levati in volo agli inizi di dicembre alcuni aerei da guerra (si parla di micidiali Phanton) che dopo essersi uniti ad altri decollati dalla base di Aviano nel Veneto, si sarebbero diretti verso il Medio-oriente. In quell'occasione la Farnesina smentì tutto, anzi a livello ufficioso parlò di notizie "palesemente fantasiose". Dal canto loro i portavoce di alcuni importanti paesi arabi sostengono che in Italia risiedono 50 mila uomini particolarmente addestrati nella guerra nel deserto». (L'Unione Sarda. 12.1.75).

I funzionari della Farnesina hanno licenza di mentire per la sicurezza dei profitti del capitale. Sta di fatto che durante l'ultima guerra scatenata dal fascismo israeliano contro gli arabi, Phanton con piloti tedeschi e americani di stanza a Decimomannu e abilitati al tiro nel poligono di Capo Frasca, senza contrassegni o con contrassegni falsi, hanno partecipato, in modo determinante al conflitto.
1 febbraio. La commissione di indagine del livello di contaminazione radioattiva viene contestata. Il direttore del laboratorio chimico provinciale di Sassari e l'ufficiale sanitario di Cagliari indirizzano un documento alle autorità regionali e un telegramma all'assessore regionale all'ecologia e a quello all'igiene e sanità denunciando l'inconsistenza e l'inutilità della commissione.
2 febbraio; Riprende la campagna "sedativa". Un servizio stampa rende noto che «è già all'opera la commissione di indagine nominata dall'assessorato all'ecologia». Gli esperti si sono recati in auto a La Maddalena e hanno fatto una chiacchierata amichevole con il sindaco. Probabilmente sono stati invitati a pranzo.

«La visita effettuata dai tre tecnici è stata di carattere informale ed è valsa ad un primo incontro col sindaco Giuseppe Deligia per prendere i primi contatti…».

Sembrerebbe che l'attenzione indagatrice si accentri soprattutto sul sindaco, quasi fosse fonte di radiazioni ionizzanti. L'incontro prosegue sul piano delle migliori intenzioni:

«Il prof. Ladu, nel corso dell'incontro svoltosi nel gabinetto del sindaco, ha anche precisato che, nell'attesa dell'installazione in serie di laboratori di radioattività muniti di speciali strumenti di controllo… verranno effettuati periodici prelevamenti di campione che saranno esaminati nei lavoratori di analisi del continente…».

14 febbraio. E' la volta dei tecnici della commissione del CNEN e del ministero della sanità, i quali si muovono per indagare sui "fanghi nucleari" che hanno invaso le coste corse e provocato dure reazioni in Francia.

«Le indagini… proseguono: il pericolo di residui atomici… è infatti tutt'altro che scomparso. Le smentite degli ambienti militari italiani e americani lasciano infatti il tempo che trovano, non foss'altro perché provengono da fonti interessate». (il cronista comincia a dubitare, meno male, della onestà dei militari; ma sbaglia a credere in quella di tecnici di istituzioni ministeriali, ammanigliati ai politici e quindi ai militari -nda) «Quello che si attende a La Maddalena, così come in tutta l'isola, è una risposta chiara da parte delle autorità… Ma mentre si attende una risposta chiara (e mentre anche la regione ha finalmente mosso i primi passi per un'indagine autonoma) sono giunti a L.M. altri tecnici incaricati di effettuare nuovi prelievi sui quali poi effettuare i loro studi…».

Esattamente un mese dopo, il 14 marzo nuova ondata di «paura e tensione a La Maddalena». Le cause di questo improvviso fenomeno emotivo pare siano da ricercarsi in una riunione tenutasi il 26 febbraio nel salone del palazzo comunale, presente il sindaco, in cui si sono riproposti «gli angosciosi interrogativi», in seguito a una dichiarazione dell'assessore all'ecologia che lamenta la mancanza di uno studio dell'ambiente e di una rete di allarme.
La presenza della base USA sta creando problemi sempre più pesanti alla economia della cittadina. E' del 22 aprile un convegno «sulla grave situazione dell'isola». Come è noto, i problemi si risolvono con «approfonditi dibattiti» congressuali. Si fanno scoperte interessanti: «il problema del costo della casa è esploso in questi ultimi anni in modo abbastanza drammatico»; la crisi è dovuta alla «particolare esosità del prezzo dei traghetti»; «l'assistenza sanitaria presenta delle vistose carenze».
Il convegno fa seguito ad altri due significativi episodi. L'8 gennaio il sindaco di L.M. chiede aiuto alla regione per sbarcare il bilancio comunale. Risultando in crisi di bilancio anche la regione, il sindaco Deligia, l'8 aprile, si reca al ministero della difesa - dove è ormai di casa - per chiedere aiuto lì. Accolto affettuosamente, riceve formali assicurazioni che, per aiutare l'economia locale, «non saranno trasferite le scuole della marina». Verrà anche istituita, per il 2 agosto, «una scuola per i figli degli americani». Il comune ricaverà un canone annuo di circa 6 milioni e dopo circa 29 anni ne entrerà in possesso. Dal che si potrebbe dedurre che per almeno 29 anni gli americani resteranno "ospiti" dell'isola.

24 aprile. In un ennesimo dibattito consiliare a L.M. «si inasprisce la polemica sui pericoli di inquinamento. Il capo-gruppo della DC Armellini ha sostenuto la necessità di attendere i risultati dell'indagine promossa dalla regione, mentre le opposizioni chiedono provvedimenti immediati». Nell'aspra polemica si scopre "ufficialmente" che la base USA comporta "negativi riflessi per il turismo".

1 ottobre. Un rappresentante del governo visita La Maddalena e Santa Teresa. Si tratta di "un incontro sui problemi" dei due centri. «I lavori si sono aperti toccando immediatamente l'argomento ritenuto più importante: la sistemazione e il completamento del porto e delle attrezzature portuali», in vista di attracchi di altre unità della VI flotta. Il tema "inquinamento" neppure si sfiora. La parola d'ordine è tacere, prendere tempo. Intanto, una agenzia stampa dirama la notizia che la flotta della NATO nel Mediterraneo diventa permanente, «per svolgere una funzione di pronto intervento. E' composta dalle stesse unità della marina turca, italiana, inglese e americana che attualmente operano per due mesi all'anno nei nostri mari». Si riparla di nuove basi e nuove aree di esercitazioni in Sardegna.

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