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Dei e santi taumaturghi

Agli dei pagani, il cattolicesimo ha sostituito i santi. Come nell'Olimpo greco gli dei si dividevano i ruoli, secondo gli attributi loro propri, diventando sovrintendenti alle varie arti e professioni e a ogni stato o condizione dell'uomo, così i santi dell'Olimpo cattolico. Abbiamo santi specifici che tutelano e proteggono professioni, arti e mestieri - in mancanza di una legislazione previdenziale sociale dello stato. Abbiamo persino santi che proteggono i ladri, i militari e le prostitute. Santa Barbara è addetta agli esplosivi. San Luigi Gonzaga e San Domenico Savio proteggono la purezza dei fanciulli, e quella delle fanciulle è guardata da Santa Maria Goretti, mentre San Martino, oltre a custodire le botti del vino, è il protettore dei mendicanti. C'è poi tutta una categoria di santi rurali che sovrintendono alla semina, al raccolto, e perfino alla difesa di colture specifiche, come Santa Fara, protettrice del grano. Tra questi, i più famosi, San Francesco d'Assisi che tutela nel suo insieme la natura, e deve avere un gran bel daffare in questi tempi di inquinamento e degradazione ecologica; San Bernardo, che bada alle api; San Bendetto da Norcia, che si occupa di bonifiche; San Romualdo, che attende alle foreste; e così via.
Altrettanto numerosi i santi che sovrintendono alla medicina, praticamente una per ogni morbo. A questi, come nella organizzazione terrena delle Unità Sanitarie Locali, ci si rivolge secondo il male che si ha e la specializzazione propria di ciascun santo guaritore. Tuttavia, alcuni santi maggiori hanno poteri curativi a largo spettro d'azione e ad essi ci si può rivolgere come può farsi con il medico generico, di famiglia. Così alcuni dei del passato, come Esculapio per i Greci e Serapide per gli Egizi, sovrintendevano alla medicina in generale, erano supremi guaritori, ai quali ci si rivolgeva per la soluzione di ogni malattia. Numerosissimi erano gli attestati che documentavano nei templi a lui dedicati le guarigioni operate da Esculapio figlio di Apollo. Non meno numerose di quelle che si attribuiscono in tempi attuali in Sardegna a Santa Vitalia, di Serrenti, il cui santuario è ricolmo di ex voto, che annualmente si rinnovano ad ogni pellegrinaggio.
Nell'antichità, il dio Thoth era prevalentemente associato alle malattie degli occhi; attualmente il compito di proteggere la vista è stato assunto da Santa Cecilia. E con tali accostamenti, per significare quanto del passato continua a vivere pressoché immutato, si potrebbe continuare a lungo.
La medicina, nata come magia, resta ancora oggi correlata per gran parte alla religione, al sovrannaturale che regge e governa il naturale. Medicina e religione traggono la loro sostanza dalla magia. Il sacerdote e il medico in effetti sono considerati due guaritori: uno cura il corpo e l'altro l'anima. Ma così come i confini tra la sfera del fisico e dello psichico si confondono, così pure tendono a confondersi le professioni dei due guaritori.
I moderni guaritori, i "luminari", che fondano ogni loro intervento sulla conoscenza scientifica, nelle cliniche di loro proprietà o da loro dirette, consentono la presenza di rosari santini scapolari e amuleti di ogni genere, che la gran parte dei pazienti indossano o tengono in testa al letto, che costituiscono un aspetto chiaramente psicoterapeutico. Senza questi magici, sacri amuleti, ben difficilmente lo stesso paziente accetterebbe di sottoporsi ai trattamenti scientifici di cura, e ben difficilmente gli stessi trattamenti raggiungerebbero, in quei pazienti, l'effetto voluto. Non c'è medicina senza un fondo di magia; non c'è guarigione senza la presenza di un guaritore carismatico, oggi rappresentato dal "luminare" che "opera miracoli", senza il contemporaneo sostegno di una divinità, di un santo, di una forza sovrannaturale, che dia il benevolo assenso alla guarigione.
Gesù - figlio incarnato di Jahvé, dio degli Ebrei e dei Cristiani - agli occhi dei suoi fedeli non è tanto colui che ha predicato una rivoluzionaria dottrina sociale fondata sulla fratellanza, ma il Sommo Taumaturgo, un prodigioso guaritore, che può cancellare tutti i peccati e guarire tutti i mali. Egli non guarisce soltanto i mali dello spirito, scacciando i demoni dal corpo degli invasati trasferendoli nei porci, ma anche lebbrosi e storpi e arriva fino a operare resurrezioni, come avvenne con Lazzaro. Egli, Gesù, conosce l'arte della medicina magica, la cui potenza taumaturgica è data dalla fede, e la trasmette, prima della sua morte, ai suoi continuatori.

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